Usare i soldi a tutela dei risparmiatori per pagare i debiti delle banche

Nostro commento: una descrizione un po’ brutale, ma e’ quello che e’ stato proposto in Spagna. Funzionera’?

Utilizzare il fondo interbancario a tutela dei depositi per coprire le spese derivanti dai numerosi interventi statali a sostegno delle banche. È questa la ricetta annunciata ieri dal ministro delle Finanze spagnolo, Elena Salgado, per ridurre il deficit pubblico. La notizia è riportata dal Wall Street Journal.

Al momento attuale, la Spagna conta tre fondi separati a garanzia dei depositi: a finanziarli sono gli istituti di credito, mentre l’amministrazione è affidata alla banca centrale. Ieri il ministro Salgado ha annunciato un cambiamento di rotta: tramite una fusione verrà istituito un fondo unico, del valore complessivo di 6,59 miliardi di euro.

Da lì si attingerà per coprire le perdite derivanti dagli investimenti del Frob (il fondo pubblico d’emergenza per soccorrere le banche, anch’esso controllato dalla banca centrale). Quest’ultimo infatti negli ultimi mesi è intervenuto a più riprese per prendere possesso delle casse di risparmio in difficoltà: e ha di recente annunciato di dover iniettare capitali pari a circa 7,55 miliardi di euro affinché tali istituti raggiungano i nuovi requisiti minimi di capitale imposti dall’esecutivo. Una volta risanati i bilanci, le cajas andranno liquidate. Ma i fatti stanno dimostrando che sarà comunque molto difficile rientrare completamente degli investimenti iniziali.

E qui è entrato in gioco l’esecutivo: deliberando, per l’appunto, che il nuovo fondo a tutela dei depositi venga utilizzato per assorbire queste perdite. La Salgado ha comunque precisato che tale scelta non avrà alcun impatto sulla garanzia statale, che – in linea con le normative europee – continua a coprire fino a 100 mila euro per ogni deposito. Ma eviterà di accrescere ulteriormente il deficit iberico, che ora si attesta al 9,2% del pil: l’obiettivo annunciato per quest’anno è quello di portarlo al 6%.

Articolo ripreso da valori.it

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