Un settore che non conosce la crisi perche’ e’ economico

La crisi non ha lambito le “macchinette” automatiche. Alta tecnologia, qualità dei prodotti, spazi innovativi e prezzi contenuti per caffè, snack e perfino spazzolini da denti: i distributori attraggono sempre di più, e non solo gli studenti.

Soprattutto i prezzi competitivi sono la chiave del successo della distribuzione automatica italiana, tra i pochi settori a non conoscere la crisi, tanto da chiudere il 2011 in linea con il fatturato dello scorso anno pari a 2,4 miliardi di euro. A mettere in luce la performance delle “slot food” sono gli Stati generali di Confida, associazione nazionale della distribuzione automatica aderente a Confcommercio, che rappresenta il 95% circa del settore.

Sono oltre 2 milioni le “macchinette” installate in uffici, fabbriche, ospedali, luoghi di transito, 1 ogni 29 abitanti, utilizzate ogni giorno da 22 milioni di persone per un totale di 6,3 miliardi di consumazioni. Di sesso maschile (88%), studente tra i 14 e i 24 anni, il consumatore-tipo che alla “macchinetta”, spende in media 1,05 euro al giorno soprattutto per acqua e bibite (33,2%), bevande calde (17,2%), snack dolci (14%), freschi (22,2%), snack salati (5,9%) e prodotti per la cura alla persona (7,5%).

Un settore che sa evolversi per varietà e qualità dei prodotti distribuiti (la cura alla persona oggi rappresenta il 7,5% del totale), ma soprattutto nelle modalità di vendita basate su sistemi interattivi, dal touch screen, ai riconoscitori facciali, al mobile payment, seducendo innanzitutto le nuove generazioni.

Non ultimo il remake degli spazi: il distributore non più solo collocato all’ingresso di ospedali o stazioni ferroviarie, ma veri e propri negozi automatici spesso nei centri città, aperti 24 ore su 24. In appena due anni, oggi se ne contano 570, concentrati nel Nord Ovest (50%), al Sud (33%) e al Nord Est (17%). E sono in arrivo gli “automatic store” dove sarà possibile fare la spesa davanti al monitor e ritirare il sacchetto direttamente dalla macchinetta.

Ma su tutto, a giocare la carta vincente è il prezzo competitivo dei prodotti.

Articolo ripreso da gazzettadelsud.it

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