Magari ce ne vuole qualcuna in più' :-)

Un Botta e Risposta tra consulenti e imprenditori sugli errori da evitare in azienda

Nove domande fondamentali sui problemi che un imprenditore affronta ogni giorno e nove risposte su come evitare gli errori più comuni che sono sicuramente capitati almeno una volta in ogni azienda!

Umberto mi chiede:
come posso costruire la fiducia sul luogo di lavoro?

Sostegno IMPRESA risponde:
dicendo apertamente quello che pensi di fare e comportarti di conseguenza. La SINCERITA’ come supremo valore aziendale, dal boss fino all’ultimo collaboratore. Non ci sono scorciatoie!

Rita mi chiede:
come posso convincere i membri del mio staff a non opporre resistenza alle innovazioni che propongo?

Sostegno IMPRESA risponde:
per convincere tutti i componenti del tuo team a seguire la filosofia del cambiamento, è necessario presentare i vantaggi personali legati alle novità ottenibili solo con la nuova organizzazione. Una volta fatto, non esitare a sbarazzarti subito di chi non ci sta!

Jonathan mi chiede:
dirigo una azienda, a mio avviso, ben amministrata, con la migliore tecnologia di produzione possibile, basso deprezzamento dei macchinari ed un prodotto tecnicamente perfetto. Le vendite vanno bene ma non decollano come pensavo, anzi parte della clientela è disposta ad acquistare la soluzione del mio concorrente diretto forse più avanzata, ma anche molto più complessa. Perchè?

Sostegno IMPRESA risponde:
Liberati subito dalla sindrome del “NIQ” di cui sei affetto. Ti senti così tranquillo del fatto che la tua società stia rendendo al massimo da aver creato un’atmosfera aziendale refrattaria all’utilizzo di nuove idee provenienti dall’esterno. La verità è che il tuo concorrente diretto ha un prodotto con un rapporto qualità (percepita)/costo migliore e lo ha immesso sul mercato più velocemente di te. Concentra ora tutte le tue risorse, non solo finanziarie, nello scovare un nuovo processo, servizio o miglioramento del prodotto tale da rappresentare una reale alternativa a quello del tuo concorrente. Se ci riesci, il mercato non potrà fare a meno di comprarlo.

Gianna mi chiede:
come si riconoscono le “mele marce” in una azienda e come posso estirparle?

Sostegno IMPRESA risponde:
le mele marce sono rappresentate da quei componenti dell’azienda, che seppur producano risultati (a volte anche notevoli), non rispettano i valori aziendali. Quest’ultimi indicano il modo in cui una impresa vuole che i suoi dipendenti/collaboratori si comportino. Ovvero rispetto dell’integrità morale, della lealtà, della SINCERITA’, dell’esaltazione del lavoro di squadra, della rapidità ed efficienza con le quali si affrontano i problemi. In base a quanto ti ho descritto sopra, potrai individuare 4 tipologie di dipendenti e/o collaboratori:

a) persone con buone performance e rispettose dei valori aziendali (sono ovviamente quelli da mantenere e coltivare);
b) persone con risultati scadenti e comportamenti a volte censurabili (mettili  subito alla porta);
c)      persone con scarsi risultati, ma ottimi comportamenti aziendali (investi su di loro e concedi una nuova chance);
ci)    persone con buoni, a volte ottimi, risultati produttivi, ma con scarso rispetto dei valori aziendali (devi essere inflessibile e mandarli via!)

Come manager o capo d’azienda, devi comprendere che la tipologia (ci), ovvero gli “idioti aziendali”, anche se portano a casa buoni, perfino ottimi risultati, danneggiano l’azienda molto di più di quanto possano aiutarla con i risultati. I danni “collaterali” che provocano alla cultura aziendale ed alla competitività generale, sono molto più grandi degli immediati benefici legati alle vendite.

Francesca mi chiede:
come è possibile conciliare la carriera di leader aziendale con la vita privata?

Sostegno IMPRESA risponde:
è evidente che non esiste una formula magica circa la perfetta ripartizione delle ore da destinare al lavoro per una ottima carriera ed alla vita privata per sentirsi appagati con zero rimorsi. L’equilibrio tra “scelte di vita professionale” vs. “vita privata” è del tutto personale e basato su quello che uno sente sia giusto per sé, in base a ciò che desidera realmente. Ed anche nell’accettare serenamente le conseguenze derivanti dalle scelte. Ovvero, se scegli di lavorare 80 ore settimanali, devi essere consapevole di rinunciare ad un certo livello di confidenza con i tuoi figli e/o il tuo partner; viceversa, se decidi di concentrarti al massimo su 35/40 ore a settimana, per passare più tempo con i tuoi affetti, con i tuoi cari, sappi già di non poter competere verso l’assunzione di importanti incarichi di vertice. Ma, se sei dotata anche di vero “talento”, è possibile conciliare successo e vita privata. Ottenere grandi risultati ed essere appagati in famiglia. Il lavoro sarà la tua prima scelta, ma il talento ti aiuta a costruire una vita personale e famigliare significativa, quasi in perfetto “equilibrio”.

Alfonso mi chiede:
qual è il principale errore che posso commettere nella conduzione della mia piccola impresa?

Sostegno IMPRESA risponde:
è quello di considerare l’azienda come una famiglia, dove si festeggiano i compleanni, le nascite dei figli ed i matrimoni dei dipendenti. Dove ognuno è seguito da vicino sia professionalmente, sia personalmente. Perchè è un errore? Perchè si rischia di dar vita alla classica cultura dei “diritti”, in cui ognuno si aspetta di avere una serie di attenzioni ed ha capito tutto al rovescio. Dove si pensa che il titolare debba lavorare per i suoi impiegati. E’ giusto desiderare che i propri collaboratori siano felici. Ma la loro felicità deve derivare dal successo dell’azienda, non dall’essere soddisfatti in ogni loro bisogno. Quando l’impresa è in salute grazie alle performance delle persone che ci lavorano, anche queste staranno bene, personalmente e professionalmente, non il contrario. E, se per qualche motivo, dovessi trovarti imbrigliato nell’errore, dove gli impiegati si lamentano di continuo di non sentirsi pienamente apprezzati e della troppa ipocrisia, devi intervenire immediatamente riunendo tutti all’esterno dell’azienda ed informandoli della conversione al nuovo “credo” aziendale. Ovvero, creare una lista di comportamenti che portino la società a vincere ed avere successo. E questi comportamenti diventeranno i “valori aziendali”, le linee guida, alle quali tutti dovranno attenersi. Chi non sarà daccordo, sarà lasciato libero di non rientrare in azienda, con l’augurio di poter trovare altrove ciò che non è riuscito ad ottenere lì, assieme a te e a tutti li altri rimasti.

Carlo mi chiede:
è possibile che tra azienda produttrice e propria rete di vendita, gli obiettivi non siano in “sintonia”?

Sostegno IMPRESA risponde:
Sì, è possibile. Quando smetti di investire sulle risorse aziendali più vicine alla clientela, anche e soprattutto nei periodi “di magra”, il rischio di ritrovarti con una forza vendita composta prevalentemente da venditori “tradizionali” invece che di venditori “collaborativi” è molto alto.

Questo ti porta ad una inevitabile distonia negli obiettivi.

Rinaldo mi chiede:
devo aver fede che prima o poi la crisi finisca o devo puntare sul sapere perchè non ancora finisce?

Sostegno IMPRESA risponde:
BIANCO/NERO, BENE/MALE, GIUSTO/SBAGLIATO appartengono al passato. Oggi, siamo circondati da concetti sempre più complessi che nessuno riesce più a capire con facilità. Perchè il ritmo, la dinamica della maggior parte dei fenomeni aumenta con la loro complessità. E quanto sappiamo veramente – ovvero ciò che abbiamo mentalmente analizzato e compreso – si fa sempre più esiguo. Anni fa, proliferano corsi e libri per spiegarci come funzionavano e come utilizzare al meglio i PC. Oggi, circondati da smartphone,netbook,tablet,ebook, non leggiamo più le istruzioni per il loro utilizzo perchè piene zeppe di termini di difficile comprensione. Rinunciamo a “sapere”, a comprendere come funziona il mondo digitale perchè in effetti lo troviamo troppo complicato. E la complessità cresce con l’aumento dell’età del soggetto utilizzatore. Allora ci basiamo solo sulle prestazioni delle nuove tecnologie, sulla conoscenza che ci garantisce. La parte a cui dobbiamo credere, senza capirne la spiegazione, si fa sempre più ampia. Così chi spiega assume un significato maggiore della sua spiegazione. Le immagini e le emozioni vincono sulle argomentazioni.

Eunice mi chiede:
come posso costruire un futuro migliore per la mia azienda?

Sostegno IMPRESA risponde:
Jean Paul afferma: “ il ricordo è l’unico paradiso da cui non possiamo essere cacciati”. Ebbene, evita di commettere l’errore di dimenticare che ogni futuro ha un passato. E che questo passato è la base che permette al domani di potersi formare. Allora, quando devi prendere decisioni strategiche (che contempleranno la costruzione di un futuro prossimo nel quale vuoi realizzare i tuoi sogni ed al quale affidare tutte le tue speranze):

a) prendi un foglio bianco A3
b) passa mentalmente in rassegna il lasso di tempo intercorso dalla creazione della tua attività imprenditoriale fino ad oggi
c)      riporta sul foglio:
– tutte le persone che vi hanno partecipato;
– i “goals” raggiunti nel periodo;
– le esperienze di successo;
– gli ostacoli che hai affrontato e superato ed il come;
– gli ostacoli che non sei riuscita ad affrontare con efficacia e perchè;
– tutto quello che di significativo hai appreso

Una volta completato, la lettura del foglio darà forma al tuo passato e ti illuminerà la via per il futuro.

Roberto mi chiede:
perchè alcuni team nella stessa azienda lavorano male ed altri bene? Quali differenze ci sono tra gruppi di lavoro che funzionano ed altri che appaiono come bloccati? 

Sostegno IMPRESA risponde:
Non si sa. Quello che è noto è che esistono due canali differenti: da una parte “quello” che diciamo, dall’altra “come” lo diciamo. Ma, grazie ad una attività di “reality mining” applicata all’analisi di strutture aziendali, specie se complesse, si è giunti alla considerazione che “chi parla spesso con gli altri, chi legge molte emails (private ed aziendali) risulta complessivamente più felice e produttivo di chi invece dedica la maggior parte del tempo, solo allo svolgimento del suo lavoro diretto.

Antonio mi chiede:
come posso scoprire se sono affetto dalla “maledizione” di chi ha talento?

Sostegno IMPRESA risponde:

Bè, se almeno una volta, ti sei sentito dire “sei molto promettente, ma devi solo scoprire quello che vuoi per davvero”, allora benvenuto nel club dei “maledetti” del talento. Ovvero, ti hanno perdonato i passi falsi e considerato le tue prestazioni migliori come il minimo che potevi fare. Ma con il passare degli anni, ti sarai forse accorto che coloro che agli inizi erano invidiosi di te, sono avanzati senza sosta ed hanno fatto carriera. Mentre tu, imbrigliato nella “trappola potenziale”, sei rimasto indietro. Come uscirne?
Prometti 80 e consegna 120!

Testo ripreso dal sito professionefinanza.com – autore: A_Mazzone

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