Comunque e' una boccata di ossigeno per molti

Triplicata la soglia di punibilita’ per il reato di omesso versamento IVA

Non ci sarà la depenalizzazione per chi omette di versare l’IVA, ma la soglia che farà scattare il reato verrà triplicata, portandola da 50 a 150 mila euro.   Il reato di dichiarazione infedele scatterà anche per i sostituti d’imposta che, nel compilare il modello 770, indicheranno ritenute e compensi inferiori per oltre 50mila euro rispetto a quelli effettive dovuti.

Sono queste le modifiche che il Governo ha approntato allo schema di Decreto legislativo sulla “certezza del diritto” con la revisione delle sanzioni penali tributarie.

Iva

Sebbene inizialmente si era parlato di cancellazione totale del reato di omesso versamento dell’IVA (che oggi invece si configura se l’ammontare evaso supera 50.000 euro), l’intenzione dell’esecutivo si sarebbe invece spostata verso un aumento della soglia di punibilità che farà scattare l’illecito penale solo al raggiungimento di 150mila euro.

E ciò nonostante il Mef, nel question time del 13 novembre scorso, si era formalmente “impegnato all’abrogazione”.

Le ritenute

L’innalzamento della soglia riguarderà anche il reato di dichiarazione infedele, che scatterà solo se l’imposta evasa sarà superiore a 150mila euro (rispetto agli attuali 50mila).

I sostituti d’imposta però dovranno stare molto attenti. Anche per loro scatterà il reato se nel modello 770 saranno indicati compensi, interessi e altre somme inferiori a quelle effettive nel caso in cui la differenza rispetto alle ritenute non versate sarà superiore a 50mila euro.   Simile formulazione dovrebbe essere prevista anche per l’omessa dichiarazione.

Abuso del diritto

Sarà finalmente codificato il cosiddetto abuso di diritto, ossia l’elusione fiscale che fino ad oggi non ha mai trovato una definizione legislativa. Il reato si configurerà solo se vi saranno tre condizioni:   – mancanza di una ragione economica delle operazioni effettuate dal contribuente; – possibilità di ottenere un vantaggio fiscale indebito; – il vantaggio dovrà essere la conseguenza principale dell’operazione «abusiva».

Le nuove regole si applicheranno anche alle situazioni pregresse a condizione, però, che l’amministrazione finanziaria non abbia ancora notificato l’atto di accertamento al contribuente interessato e quindi non verranno cancellati i contenziosi in corso.

 

Articolo ripreso dal blog “Gli Squali di Wall Street” su Blogspot.it

 

 

I commenti sono chiusi.