I tempi di pagamento delle fatture sono l’incubo delle piccole imprese

Mettiamo alcuni punti fermi sulla situazione finanziaria delle PMI, o più precisamente delle piccole imprese:

1) oltre a combattere contro la stagnazione della domanda interna e l’aumento della pressione fiscale, le piccole imprese stanno ingaggiando una battaglia senza molte armi per avere liquidità;

2) continuo a vedere situazioni di imprese che economicamente reggerebbero l’urto della crisi, pur con margini sacrificati, ma che crollano a causa della mancanza di mezzi finanziari che quasi sempre deriva da un aumento smisurato del capitale circolante. Peggioramento che dipende in larga parte dai tempi di incasso dalla clientela, spesso quella di grande dimensione.

3) non è anomalo rilevare condizioni effettive di pagamento (non contrattuali), imposte da grandi imprese, che superano i 120 giorni e con i ritardi arrivano in zona 150-180 giorni. Non facciamo nomi, ma sappiamo bene di chi stiamo parlando.

4) i fornitori di piccola dimensione stanno soffrendo il calo degli affidamenti a breve e stanno facendo pressione sui grandi clienti per avere aiuto finanziario. Lo si capisce dalla diffusione di accordi di reverse factoring nella GDO (Grande Distribuzione) nei quali la GDO continua a pagare con tempi decisamente fuori dalle regole previste dalla Direttiva Comunitaria (30 giorni, in teoria) e cerca di compensare facendo anticipare i crediti a una società di factoring.

La liquidità delle piccole imprese è oggi una funzione dei tempi di pagamento delle grandi e delle medie imprese e le cose non vanno bene. Al punto che il problema si scarica anche sulle banche, che anticipando fatture e ricevute lo fanno con sempre maggiore cautela e difficoltà.

E questo mostra una volta di più quanto la puntualità nei pagamenti alle imprese in Italia sia presa poco seriamente e comunque, a dispetto di situazioni finanziarie e di liquidità assai diverse, come le grandi imprese paghino puntualmente solo nell’8% dei casi, contro un 37% delle medie e un 49% delle piccole.

Il commento di ABI è ambiguo e irrispettoso verso le piccole imprese:

Sono soprattutto le PMI a peggiorare la loro puntualità: nel secondo trimestre del 2014 paga entro i termini il 37,4% delle piccole e medie imprese, il 4% in meno rispetto allo scorso anno.

Le piccole imprese avranno pure peggiorato, come dice ABI, ma molto probabilmente è perché sono sfiancate e senza liquidità, e poi anche peggiorando 1 su 2 paga puntuale, non una su 10!

Si può dire che così non si può pensare di andare avanti? Che sfruttare i rapporti di forza contrattuale va bene, è normale ma oltre un certo limite questo significa mettere in pericolo di vita i fornitori, i quali -reverse factoring a parte, che comunque non è mai gratis- non hanno più in banca grandi opzioni disponibili per sostenere cicli di cassa così lunghi e così incerti.

 

Articolo ripreso da linkerblog_biz – autore F_Bolognini

 

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