Il tecnologo Massimo Chiriatti propone una soluzione per rendere efficiente il mining e mettere in sicurezza la blockchain

Lo spostamento della capacità di  gestire i propri interessi economici dalle istituzioni alle persone è il cambiamento epocale che sta avvenendo grazie al Bitcoin e alla sua tecnologia.

bitcoin-e-mining-di-stato-il-cambiamento-epocale-secondo-massimo-chiriattiSono gli aspetti del potere di scelta delle persone, della responsabilità che hanno nell’operare, perché loro stessi sono la banca, loro detengono il portafoglio, non c’è un ente centralizzato al quale possono delegare la responsabilità: quindi le azioni che si fanno in rete e con la blockchain.

Quello che voglio sottolineare è che le banche stanno osservando il fenomeno almeno da quello che riesco a vedere io. Le banche osservano il fenomeno, però i venture capitalist investono pesantemente su questa tecnologia, gli americani soprattutto. E vuol dire che stanno cominciando a creare valore. Adesso spetta alle persone e alle istituzioni, a coloro che vogliono capire questa tecnologia, come fare a catturare questo valore.

Certamente, a nostro modo di vedere, il fenomeno Bitcoin non sarà mainstream domani. Però è un fenomeno che alla fine riuscirà a portare innovazione anche nelle banche. Chiaramente le banche e le istituzioni saranno spinte dall’adozione di queste tecnologie. Vedremo – e abbiamo già visto in passato – una serie di fallimenti. Però siamo convinti che dare la possibilità a gruppi di persone, a istituzioni, di non guardare soltanto il modello centralizzato, quello che conosciamo benissimo, quello dei grandi data center, con legislazioni a protezione di queste entità.

Abbiamo anche delle altre scelte, io dico sempre che abbiamo un pendolo che si sta spostando verso la decentralizzazione. Non tutto sarà decentralizzato perché sarà molto inefficiente in alcuni casi, ma la sostanza è una benedizione in quanto potremmo tutti insieme migliorare ed essere più efficienti dove è più opportuno essere più efficienti.

Per quanto riguarda i rischi, uno per me importante è il mining. Adesso come adesso il mining è un disastro perché è costoso, perché è inefficiente, perché è molto concentrato, quindi il miner fa un lavoro che probabilmente o tendenzialmente avrà meno fee, avrà meno risorse.

Siccome questo è un fatto infrastrutturale, se ci viene meno il mining, tutto può crollare. Io da questo rischio lancio una provocazione: siccome questa tecnologia è promettente,  ma chi fa opera di verifica e chi fa opera di offerta di moneta è una banca, una banca centrale tipicamente. Il mining fa questo, allora io chiedo: se quest’opera di mining la facesse lo Stato? Creerebbe delle condizioni favorevoli nel mercato perché avrebbe una competizione tra il privato e lo Stato, non ci sarebbero situazioni dove c’è qualcuno che ha il 51% che prenderebbe tutto, e si renderebbe più efficiente un’infrastruttura a disposizione di tutti.

 

Testo ripreso da ilsole24ore.com – articolo pubblicato nell’inserto Nova

 

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