La Silicon Valley prende casa a Londra (alla faccia della Brexit)

All’indomani del referendum sulla Brexit, tenuto in Gran Bretagna lo scorso giugno, i catastrofisti si erano lanciati in scenari economici inquietanti, prevedendo il collasso dell’economia inglese.

Però il fantasma dell’uscita dalla Ue non sembra spaventare la Silicon Valley, che in questi mesi si è impegnata in notevoli investimenti e creazione di posti di lavoro a Londra.

L’ultimo gigante tech, in ordine di tempo, a dare fiducia alla capitale britannica è stato Snapchat, che nella città insedierà il suo quartier generale internazionale. Il social network di Evan Spiegel ha già un ufficio a Soho, con 75 impiegati, che verrà allargato per ospitare i nuovi acquisti, soprattutto ingegneri, che lavoreranno anche al progetto Lenses, le funzioni di realtà aumentata che Snapchat offre agli utenti per foto e video. I primi annunci di lavoro sono già stati pubblicati sul sito dell’azienda e altri ne seguiranno. «Crediamo nell’industria creativa del Regno Unito. Qui ci sono i nostri inserzionisti e più di 10 milioni di nostri utenti», ha dichiarato Claire Valoti, la general manager di Snap Group, la compagnia madre dell’applicazione. Nonostante debba ancora registrare utili, la app è stata valutata 25 miliardi di dollari e potrebbe quotarsi in borsa questo febbraio.

Intanto Facebook, che a più riprese ha tentato di acquistarla prima e imitarla poi, annuncia una nuova sede a Londra, in Rathbone Square nel quartiere di Fitzrovia, e la creazione di 500 posti di lavoro.

Per i nuovi uffici Mark Zuckerberg sborserà 17 milioni di sterline l’anno di affitto per i quindici anni della durata del contratto. La gran parte dei nuovi assunti saranno ingegneri altamente qualificati poiché, come ha spiegato Nicola Mendelsohn, vicepresidente per Europa, Medio Oriente e Africa, la Gran Bretagna, dopo gli Stati Uniti, è il Paese che ospita il più nutrito dipartimento di ricerca e sviluppo dell’azienda.

In Somerset, poi, il social network ha voluto la base del suo progetto Aquila, che si occupa della costruzione di aerei senza pilota, alimentati con pannelli solari e usati per connettere a internet le regioni più remote del mondo.

Google, invece, sta investendo un miliardo di sterline per costruire un nuovo campus a King’s Cross, nel nord della capitale, dove per la prima volta fuori dagli Usa, sta facendo costruire un edificio appositamente per ospitare i suoi uffici. C’è spazio per 7.000 impiegati, con 3.000 assunzioni previste nel breve termine.

Alla faccia della Brexit, ci sarebbe da dire
Il sobrio e modesto nuovo quartier generale di Apple a Londra. Alla faccia della Brexit!

Apple non poteva essere da meno. Dal 2021 la sede della mela si sposterà nella leggendaria centrale elettrica di Battersea, dove l’azienda ha affittato oltre 46.000 metri quadrati in uno dei progetti di ristrutturazione edilizia più prestigiosi della capitale. Gli impiegati attuali sono 1.400 ma c’è spazio per 3.000 persone e dunque per probabili nuove assunzioni.

E così Londra si conferma, Brexit o non Brexit, sempre più capitale tecnologica d’Europa.

Che cosa attira startup e multinazionali? Il grande bacino di talenti, che provengono sia dall’Europa sia da tutte le parti del mondo, l’accesso relativamente facile a capitali e finanziamenti, reso possibile dalla posizione di Londra come hub finanziario globale, e infine buone agevolazioni fiscali e una burocrazia sciolta e poco invasiva.

Fonte: wordpress.com

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