Creare una moneta virtuale italiana per liberare i crediti incagliati delle banche 

Convertire i crediti incagliati in una moneta virtuale con cui acquisire altri beni oggetto di procedura concorsuale. In questo modo non si rimane fermi, si diventa proprietari di beni anche senza attendere di essere pagati, a beneficio di tutto il sistema. Ci vorrà ancora «un annetto buono», ma intervenuto a Digithon – la “maratona di idee d’impresa” organizzata da Francesco Boccia – il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha anticipato quello che rappresenterà «un salto di qualità per il progetto Common&Marketplace».

Dal Castello Svevo di Trani, intervistato da Antonello Piroso, il ministro della Giustizia parla così del progetto relativo alla creazione di «una moneta spendibile che potrà essere utilizzata da imprese e cittadini che abbiano crediti paralizzati nelle procedure concorsuali, compresi i fallimenti, attraverso l’istituzione di un mercato elettronico nazionale dove far confluire i beni invenduti nelle procedure e dove, allo stesso tempo, i creditori in attesa di liquidazione possano vedere i loro crediti trasformati in una moneta utilizzabile in tutte le aste disertate».

Il portale già esiste. La creazione di una moneta virtuale (servirà ovviamente l’approvazione della Banca d’Italia) però «consentirà di avvicinare il tempo del processo che, soprattutto nelle procedure concorsuali, può essere estremamente lungo, non solo in ipotesi patologiche, ma anche nella fisiologia del sistema, a quello del mercato, nella prospettiva di disincagliare liquidità e di favorire investimenti di capitali».

Problema non da poco, visto che ci sono 200 miliardi di euro in crediti incagliati. E soprattutto dinanzi agli investitori esteri tutto questo non depone al meglio, anzi.

Riuscirano i nostri eroi a creare una moneta digitale con suppergiu’ almeno la capitalizzazione del Bitcoin (che sarebbe leggerissimamente piu’ anziano e rodato..) e farla considerare almeno un pochino liquida dagli eroici investitori che eventualmente fossero interessati a qualche bene venduto in un’asta, oltretutto andata gia’ deserta? Restate con noi, lo scopriremo l’anno prossimo 😉

Articolo di Redazione, parzialmente ripreso dal blog “Gli Squali di Wall Street”.