O cosi' o andra' a finire male!

Milano citta’ stato come le grandi capitali all’estero ce lo dimostrano i Floating Piers di Christo

Siamo anche noi di Consulenza Finanziaria tra quel milione e duecentomila persone che ha camminato sulle acque del lago di Iseo. Sembrava davvero di camminare sul lago, i galleggianti ti facevano ondeggiare assieme all’acqua, la passerella era molto ampia e nonostante la grande folla c’era molto spazio libero.

Si respirava un senso di libertà, immersi in un paesaggio fantastico: da una parte l’isola lacustre più grande d’Europa e dall’altra un’isoletta, poco più di uno scoglio,cinta dalla passerella arancione.

La gente era felice ma fin dal primo momento mi sono reso conto che i più felici erano loro:gli abitanti del posto. Specie chi si è ingegnato a trasformare quell’iniziativa in business. Sì, perché attorno alla passerella, realizzata a spese di Christo, era fiorita un’economia, fatta di aree adibite a parcheggi, venditori di magliette celebrative dell’evento, ognuna fatta a suo modo, baracchini di bibite e gelati, trasportatori via acqua e via terra, trenini bus ed elicotteri che offrivano tour per godersi lo spettacolo. Bar, ristoranti, hotel, negozi erano pieni e ovunque si vedeva gente sorridente, che si fregava le mani.

Ora quell’impressione viene confermata dai fatti: il Corriere della Sera di Brescia ha pubblicato qui i dati della manifestazione: in 16 giorni le imprese della zona hanno incassato 88 milioni e 111 mila euro, oltre 4 milioni al giorno. Il tutto per un’opera che è stata finanziata direttamente dall’artista, per una cifra che pare sia tra i 10 e i 16 milioni di euro.
Senza contare poi la pubblicità alla zona e la soddisfazione generata nel milione e passa di visitatori.

L’iniziativa di Christo che ha segnato l’estate 2016 a mio avviso suggerisce due riforme importanti per rilanciare il nostro Paese.

1. Lo Stato deve adottare una nuova politica culturale

Da tempo ormai siamo abituati a una politica del quotidiano, fatta di azioni slegate una dall’altra e condizionate soprattutto dagli accadimenti esterni che spesso la trasformano in una “politica dell’emergenza“, per rimediare a problemi improvvisi.
Ciò che manca è una strategia politica, che è quella di fissare una linea guida prioritaria che indirizzi le iniziative sul territorio. Un esempio di questa mancanza è la politica culturale.

Siamo forse il Paese con più ricchezze artistiche al mondo ma non abbiamo una politica culturale.

Una politica culturale è quella promossa da Milano Città Stato, di diventare leader mondiali nella produzione di nuova cultura, come riportato in questo progetto: Milano leader mondiale nella produzione di nuova cultura. Se fosse questa la politica culturale del Paese, l’iniziativa di Christo invece che fatto episodico sarebbe inserita in una strategia nazionale, che prevederebbe la realizzazione di opere che valorizzano il territorio.
Lo Stato dovrebbe essere in prima linea per promuovere attività di questo tipo e dovrebbe avere il coraggio di investire, visto che i ritorni sono enormemente superiori a quanto investito. Già, perchè chi ci guadagna di più dall’indotto è proprio lo Stato. E questo è il secondo punto su cui intervenire.

2. Lo Stato deve consentire anche agli enti locali di guadagnare

L’iniziativa di Christo ha prodotto oltre 88 milioni di indotto per le imprese della zona in sedici giorni. Dato che Stato italiano incassa oltre il 68% di quanto ricavano le imprese per la pressione fiscale più alta d’Europa, i 16 milioni spesi dall’artista sono diventati oltre 60 milioni di euro finiti nelle tasche dello Stato.

Di fatto, Christo ha fatto beneficenza allo Stato italiano. Questo potrebbe essere anche un bene ma in realtà non è così, perchè fa diventare accidentale quello che dovrebbe essere un guadagno strutturale. Vediamo perchè.

L’iniziativa di Christo non è avvenuta grazie allo Stato italiano, ma è stata realizzata grazie al via libera dato dai sindaci del territorio. Grazie a loro ha avuto luogo un evento che ha fatto guadagnare imprese locali e soprattutto lo Stato italiano, ma non le amministrazioni locali.

In Italia, come sappiamo, a parte le imposte locali che incidono marginalmente sul totale,le tasse generate dal consumo, dal lavoro e dalla produzione locale finiscono tutte allo Stato centrale.  Dopo aver ricevuto tutto, lo Stato ripartisce queste risorse restituendole, in parte, agli enti locali in base alle loro esigenze, non in base a ciò che hanno prodotto. 

Il nostro è un sistema che non dà alcun vantaggio alle amministrazioni locali che creano maggiore ricchezza sul territorio: se un Comune fa aumentare gli affari sul suo territorio i guadagni finiscono tutti nelle casse dello Stato. Questo è inefficiente e perfino controproducente per i cittadini considerando qual è lo strumento principale per aumentare gli introiti: i Comuni fanno cassa in massima parte attraverso le multe e questo spiega come mai invece di occuparsi di attrarre iniziative come quelle di Christo, la priorità di molti Comuni sia mettere autovelox e usare i vigili urbani come dei vecchi gabellieri.

Questo accade perchè invece di consentire il maggior guadagno alle amministrazioni locali per la loro capacità di attirare turisti, consumatori o investitori, li si premia per l’attività di repressione sui cittadini.

Milano Città Stato nasce come risposta a queste inefficienze. Rivendichiamo il diritto di poter fare come fanno all’estero, nella vicina Svizzera o nella città stato di Madrid, ad esempio. Nella capitale spagnola circa la metà di TUTTE le tasse che si pagano sul territorio (imposte sulle società, sulle persone fisiche, IVA e altre imposte indirette), restano al territorio. Questo consente al Comune di poter intervenire sul bilancio agendo non solo sulle spese ma anche sulle fonti di entrata, favorendo lo sviluppo di ricchezza per la città.

Questa è la ricetta da sperimentare a Milano e si dimostrerà che un’iniziativa a costo zero per lo Stato, ossia trattenere alla fonte parte delle risorse invece che consegnarle allo Stato centrale per averle indietro, produrrà vantaggi per la comunità e anche per le casse dello Stato. Questo perché lo Stato trarrà vantaggio dalle iniziative realizzate dai Comuni che aumenteranno la ricchezza del territorio.

E’ bello che lo Stato abbia guadagnato dall’iniziativa di Christo ma, per trasformare questo vantaggio da episodico in strutturale, dovrà consentire agli enti locali di guadagnarci anche loro.

Foto: la nostra redazione su The Floating Piers

Articolo di A_Zoppolato – ripreso da www.milanocittastato.it

testo: www.milanocittastato.it/featured/88-milioni-di-indotto-da-christo-servono-due-riforme-per-smettere-di-affidarci-ai-miracoli/

 

Satoshi Nakamoto nominato per il Premio Nobel per l’economia

Il noto Professore di Economia dell’Universita’ della California, Bhagwan Chowdhry, ha postato su Twitter la sua proposta per assegnare a Satoshi Nakamoto, l’inventore del Bitcoin, il Nobel 2016 per l’economia.  Il Premio Nobel per l’economia è stato istituito dalla banca centrale della Svezia, Sveriges Riksbank, in memoria del fondatore del Premio Nobel Alfred Nobel. Anche se il premio non e’ ufficialmente un premio Nobel, l’Accademia Reale Svedese delle Scienze lo assegna a fianco dei premi ufficiali, secondo gli stessi principi, dal 1969.

Il processo di scelta del Nobel per il premio 2016 è iniziata nel mese di settembre, quando i moduli di candidatura confidenziali sono stati inviati a circa 3.000 persone selezionate, tra cui docenti di università di tutto il mondo. La Nomination è solo su invito, e secondo il professor Chowdhry, questa è stata la prima volta che il Comitato lo ha invitato a farlo.

Il processo di selezione inizia presto nella stagione, devono ancora tenere la cerimonia di premiazione per il vincitore 2015 del. Il termine per la presentazione di nomina è tipicamente nel mese di gennaio, con la cerimonia di premiazione che segue nel mese di dicembre, così la comunità bitcoin dovranno aspettare un anno prima di sapere se il loro fondatore segreta ha vinto il premio.

Il professor Chowdhry ha spiegato le ragioni della sua decisione in modo molto dettagliato, anche se ha ammesso che nessuno sa veramente chi Satoshi Nakamoto è esattamente né come contattarlo.

Il Professore è consapevole che la sua scelta è non convenzionale, a differenza dei soliti noti Paul Romer alla New York University, Università di Chicago Doug diamante, o del MIT Steve Ross, per il loro lavoro influente negli anni 1970 e ’80. Tuttavia, una volta ha iniziato a pensare a idee che “hanno un’influenza negativa”, Chowdhry afferma che il nome dell’inventore del Bitcoin “balzò in piedi nella mia coscienza e non sono stato in grado di farlo fuori della mia mente da allora.”

“Non solo cambierà il contributo di Satoshi Nakamoto il nostro modo di pensare ai soldi, è probabile che sconvolgere il ruolo delle banche centrali svolgono nella conduzione della politica monetaria, distruggere alto costo dei servizi di trasferimento di denaro come Western Union, eliminare la tassa transazioni 2-4% imposto dagli intermediari come Visa, Mastercard e Paypal, eliminare i servizi in termini di tempo e costosa notarili e di deposito a garanzia e infatti trasformare il paesaggio di contratti legali completamente. ”

Questo apprezzamento per gli ideali sociali che promuove Bitcoin è nulla di nuovo al professor Chowdhry. Nel 2010, ha avviato una campagna chiamata Accesso finanziaria alla nascita (FAB), un’innovazione sociale ed economico cercando di portare l’accesso finanziario formale ai poveri del mondo.

Il programma FAB mira a creare un conto bancario elettronico, con un saldo di US $ 100, per ogni bambino nato nel mondo. I bambini saranno tenuti a mantenere i $ 100 nel proprio conto fino a 16 anni, momento in cui il capitale e gli interessi potrebbero essere sufficiente per avviare una piccola impresa, o pagare per l’istruzione superiore.

Prima professor Chowdhry nominato Nakamoto, aveva già espresso la sua opinione che Bitcoin può aiutare FAB. “Dare un #Bitcoin di ogni bambino al momento della nascita”, ha dichiarato su Twitter.

Chowdhry è stato costantemente tweeting circa la moneta digitale durante lo scorso anno, insieme con la scrittura di articoli che sia la grandine attributi di Bitcoin e chiamati per alleviare regolamenti volti a esso.

“Quando abbiamo scoraggiare l’innovazione e la proliferazione di alternative digitali convenienti, sicure, e costo zero al denaro per paura di riciclaggio di denaro e la criminalità connessa, stiamo continuando a disenfranchise quasi 3 miliardi di persone povere nel mondo che potrebbero trarre beneficio il più dalla inclusione finanziaria che il denaro digitale attrito e pagamenti generano per loro. ”

Tuttavia, vi sono alcuni nella comunità Bitcoin che trovare a vincere il premio Nobel per l’Economia di meno di una realizzazione di Chowdhry.

Questo premio particolare, ha detrattori dovuto in non piccola parte al loro estremamente bassa opinione di Paul Krugman, che ha vinto il premio nel 2008. Krugman è l’editorialista del New York Times famoso per la previsione che “l’impatto di internet sull’economia potrebbe crescere non più grande del facsimile”, perché “la gente non hanno nulla da dirsi.”

Tra questi economisti keynesiani le proposte di programmi di rilievo economico sono gemme come “fingendo un attacco alieno per fissare l’economia” e il conio di una moneta da trilioni di dollari per pagare i debiti con, affermando che “si può fare nulla di male a tutti.”

Forse non è troppo tardi per salvare il buon nome dei premi. Storicamente, vincitori proveniva da ambienti diversi e le mentalità. Se Satoshi Nakamoto dovesse vincere, avrebbe unirà John F. Nash Jr., Milton Friedman, e uno dei padri fondatori di economia austriaca, Friedrich August von Hayek.

Il modello economico Bitcoin, con una limitata, offerta di moneta prevedibile, sul modello della estrazione di metalli preziosi, è fortemente influenzato dalla scuola economica austriaca. Per quanto questi ultimi anni hanno dimostrato un pendente costante verso progressivi, Nobel keynesiane di mentalità, una nuova generazione di giudici, tra cui Chowdhry, può effettuare le selezioni più vario.

 

Articolo ripreso e tradotto da bravenewcoin.com/news/seven-years-after-satoshi-nakamoto-invented-bitcoin-the-reclusive-founder-has-finally-been-recognized-on-the-world-stage-being-nominated-for-the-2016-nobel-prize-for-economics-sciences-for-his-disruptive-invention

La tecnologia Blockchain sta facendo venire un gran mal di testa alle banche

La tecnologia Blockchain si appresta a modificare radicalmente il mondo bancario, ma siamo solo all’inizio di un processo di cambiamento che durera’ ancora molti anni e il cui impatto e’ ancora difficile da quantificare. Molte banche si apprestano ad affrontare questo cambiamento ma ne parliamo estensivamente nel seguente articolo, che fa parte della nostra selezione dal meglio della stampa estera.

Come sempre, a fondo pagina trovate il link alla fonte, che se potete vi esortiamo a leggere nel testo originale.

Una recente raffica di segnalazioni e indagini dei media hanno propagandato che alcuni giocatori del settore dei servizi finanziari e bancari stanno intraprendendo progetti interessanti con blockchains e registri decentrati in particolare. Ma questa esplosione di attività è appena sufficiente a sostenere prematuramente la vittoria in nome delle poche banche che hanno pubblicizzati tali iniziative.

E ‘ingenuo pensare che il blockchain farà il maggior impatto in cui deve essere adottata all’inizio. Piuttosto, renderà il maggior impatto in cui il cambiamento è più difficile da raggiungere, e che potrebbe richiedere un po ‘di più, realisticamente.

Il blockchain e le sue tecnologie derivati ​​sono una delle più grandi opportunità per la reingegnerizzazione dei servizi finanziari. E ‘uno tsunami incombente, e la grande domanda è se le banche non riusciranno a reinventarsi come hanno fatto con Internet, o se sono il coraggio di indurre un auto-inflitta shake-up e abbracciare il futuro.

In base alla prima attività che sto vedendo, sembra che le banche stanno prendendo una stretta vista mentalità della possibilità di essere presentato a loro. Non diversamente da come hanno affrontato Internet nel 1995.

Se sei un amministratore delegato o alto dirigente di una grande banca o un grande istituto finanziario, si ricorderà l’avvento di Internet e la sua successiva entrata nel mondo della finanza. E ‘stato intorno 1994-1997. Dopo essere stato anche lì, e coinvolto con alcune banche a titolo consultivo, ricordo bene che il settore bancario non ha preso troppo sul serio Internet almeno per i primi 3-4 anni della sua commercializzazione. Ad esempio, quando si trattava di pagamenti su Internet, le banche non hanno voglia di toccarli inizialmente con il pretesto che “non erano al sicuro”.

Poi, una manciata di banche Internet-soltanto e start-up di brokeraggio online sono stati creati, e le banche seguiti da offrire online banking, l’acquisto delle società di intermediazione, e molto più tardi si precipitò a sviluppare applicazioni smartphone per i loro clienti.

Anche quando il settore bancario ha preso sul serio in Internet, lo hanno fatto molto lentamente, e senza molta innovazione e senza smuovere le acque. Quando guardo la mia attività bancarie in linea oggi, le caratteristiche sono per lo più di convenienza, ma non posso fare troppo oltre le basi. Il mio conto in valuta estera non si collega alla mia carta bancaria, non riesco a scambiare i soldi online, e non può avviare un bonifico bancario a meno che visitare la banca o di avere un conto business di fantasia.

Se fossi un oggi millenaria, non vorrei pensare due volte prima di non utilizzare una banca tradizionale perché la maggior parte dei servizi sono attratto sono offerti da aziende di servizi finanziari alternativi, principalmente a causa startup Fintech innovative che sorsero negli ultimi dieci anni. Ecco “stack finanziario” tipica di millenaria. In realtà, un semplice $ 2.3B hanno finanziato la produzione di 126 aziende Fintech nei pochi soli ultimi anni. Che impallidisce certamente in confronto ai $ 200B spesi globalmente ogni anno IT dal settore bancario, una cifra elevata sostenuta dal fatto che l’industria dei servizi finanziari outspends coerentemente altre industrie sulla tecnologia. Ma ci sarebbe difficile per vedere la vera innovazione che esce da quella enorme spesa, in quanto la maggior parte di tali bilanci sono per mantenere le luci accese e le infrastrutture in esecuzione.

In effetti, molte banche hanno istituito la cosiddetta innovazione e centri di ricerca con budget diversi milioni di dollari. Ma questo non basta. Questi presumibilmente agiscono come laboratori di ricerca con il compito di eseguire i piloti e gli esperimenti. Ma sono davvero innovando al ritmo dell’innovazione esterno o stanno essendo guardiani alla vera innovazione che sta accadendo banche al di fuori? In realtà, alcuni di questi centri sono innovatori veri. Sono ancora vincolati da modelli di business attuali e legacy della banca. E ‘sconcertante che le vostre unità di business non poteva innovare da soli. Perché non emettere mandati di innovazione in tutto il mondo, non solo nel “centro per l’innovazione”?

E questo è tutto prima di Bitcoin nel mix ancora.

Inserisci Bitcoin, cryptocurrencies, blockchains, ai libri distribuiti, e il gergo più tecnico.

Ciao Bitcoin, un altro mal di testa per le Banche

Bitcoin è la “Internet del denaro”, dopo tutto, in modo che dovrebbe hanno ottenuto l’attenzione di un banchiere dal giorno 1. Poi abbiamo il Blockchain, le infrastrutture dietro Bitcoin e altre tecnologie di decentramento. Beh, diciamo che è come un nuovo tipo di database che ha il potenziale di causare il caos per i vostri reparti IT. Sembra una discussione perfetta tra un amministratore delegato e il loro CIO.

Ho detto prima molte volte. Il campo romanzo non è Bitcoin, e non è solo blockchain. E ‘l’intersezione della tecnologia di crittografia con l’ingegneria del software. Potremmo chiamarlo CryptoTech per la mancanza di una parola migliore.

CryptoTech non è un fenomeno unidirezionale. È multidimensionale, quindi avrà diverse biforcazioni. Ha molteplici identità. Ed è più che su Bitcoin o blockchains. E ‘allo stesso tempo:

Valuta con le ali, e senza confini

La tecnologia software con una nuova architettura di sviluppo paradigma

Libro mastro che viene distribuito e decentralizzato

Consenso rete Clearing che agisce come un “livello di fiducia”, in grado di convalidare la logica di business, non solo le transazioni

Real-Time Messaging System che è built-in, quindi è molto veloce

Comunità globale online con effetti di rete speciali

Le operazioni del motore in grado di verificare le transazioni e livelli di approvazione

Computing Infrastructure che è globale e simile a uno cloud-based

Reengineering catalizzatore che consente l’innovazione e nuovi processi focalizzata sulla consenta di decentrare

Più grande è l’organizzazione, più deve affrontare tutti questi pezzi, perché sarà toccato da ciascuno di essi, prima o poi.

Così, oltre a concentrarsi sulle proprietà contabilità decentrate del blockchain, il settore bancario ha bisogno di adottare un approccio più olistico alla determinazione di ciò che blockchain tecnologie (compresi i Bitcoin) può fare per loro.

Costruire non on-Rampe Barriere

Le banche non possono davvero scegliere un piccolo sottoinsieme di casi d’uso e rivendicare che stanno abbracciando la rivoluzione. Se si utilizza “blockchains senza Bitcoin” solo per evitare blockchains pubblici, sarete sottoposti ad un enorme mercato punto cieco, perché ci sono milioni di utenti che vogliono commerciare con Bitcoin, e ti verrà isolata da loro.

Adozione di Bitcoin non chiede il permesso da qualsiasi banca o di governo. Il gatto è già fuori dal sacco, e un nuovo ambiente finanziario parallelo si sta formando intorno ad esso e di altre tecnologie criptovaluta legati, alimentato da reti di computer che lo fissano, convalidare esso, farla rispettare ed eseguirlo.

Se i servizi finanziari dovessero essere oggi re-inventato da zero, ci sarebbe bene con virtuale, on-line, Internet e servizi blockchain-enabled. Non ci sarebbero mattoni tradizionali e rami di mortaio. Invece di visitare un ramo, faremmo una videochiamata con un rappresentante del servizio a distanza che in grado di verificare la nostra identità, e va da lì. Tecnicamente parlando, Bitcoin, blockchains e il loro ecosistema relativo può replicare una banca oggi, senza molto difficile, sia per il retail consumer banking e servizi business-to-business.

La verità è che ci saranno pressioni da parte dei consumatori che stanno già ottenendo un assaggio di libertà da parte delle banche tramite i servizi Fintech alternativi. Soluzioni Blockchain abilitate avranno che bar libertà anche superiore tramite decentramento, comportamenti peer-to-peer, e mettendo più potere ai bordi della rete direttamente nelle mani degli utenti, o conferendo maggiore potenza di elaborazione nei nodi della reti informatiche e applicazioni software.

E ‘molto probabile che start-up nello spazio blockchain saranno scalpellare negli affari delle banche, così come decine di start-up di successo hanno già Fintech sezionato e unbundling molti servizi bancari.

Le banche rischiano di essere al di fuori a guardare, se non costruiscono in rampe e le uscite per il nuovo mondo di cryptocurrencies. Pertanto, essi rischiano di diventare isole stesse.
No More Avvertenze da banchieri

Non abbiamo bisogno di sentire gli avvertimenti da dirigenti bancari di non usare Bitcoin o cryptocurrencies. Nel 1995, diverse banche e istituti finanziari emessi avvertimenti circa i pagamenti su Internet e il commercio online come non essere al sicuro. Poi, pochi anni dopo, tutti hanno adottato i servizi online e ammessi pagamenti su Internet. Oggi, Amazon è più grande di Walmart del valore di mercato.

Non abbiamo bisogno di sentire che cryptocurrencies sono ad alto rischio, a causa di anonimato, o di altri fattori, solo perché i dirigenti bancari non li capiscono fino in fondo ancora, o perché le banche non sono ancora pronti ad adottarli.

Gli Affari guidano la tecnologia

Abbiamo bisogno di ricordare che “business guida le scelte tecnologiche”, e non il contrario. Gli uomini d’affari hanno bisogno di capire le possibilità della tecnologia, e tecnici hanno bisogno di spiegare meglio ciò che la tecnologia può fare. Solo quando i due si incontrano con una armoniosa intesa vedremo vere innovazioni prendono vita. Le opportunità poggiano su quello che dovete fare con tutte le tecnologie esistenti, in base alla volontà di apportare modifiche all’interno del vostro business.

Blockchain Apps sono in costruzione per gestire la prossima generazione di servizi in insediamenti commerciali, proprietà, beni digitali ownership, attività trasferimenti, la verifica dell’origine, i trasferimenti titolo, e molti altri settori.

Ecco una proposta di evoluzione delle aree applicative chiave, raffigurante i vari punti di contatto e di segmenti target. Le grandi categorie di attenzione sono in Consumer Services, Servizi B2B, Trading e Capital Markets, processi di back-end e Inter Services Industry.

C’è un sacco di lavoro necessario per portare questa visione in realtà. Ad esempio, interbancario collaborazione su nuove reti non sarà facile, ma sarà fatto. E gli sforzi reingegnerizzazione devono essere prese sul serio.

Si noti che questa segmentazione non sta dividendo il mercato insieme permissioned (privato) vs. permissionless blockchains (pubblico), perché quel tipo di demarcazione è di natura tecnica. In realtà, ci sarà un continuum di blockchains, e saranno interconnettere o interrelate tra loro, proprio come fanno oggi i database, in fondo, a nostra insaputa dei loro complessità tecnica. Quindi, non si tratta di ciecamente escludere blockchains pubblici a favore di quelli privati. Piuttosto, potrebbe essere necessario pensare di utilizzare entrambi gli scenari, a seconda di ciò che è meglio per ogni caso d’uso.

Mettendo Crypto-Tech sul Agenda Strategica

Da dove cominciare? Ci sono diversi approcci per arrivarci da un punto di vista aziendale implementazione. Team aziendali hanno bisogno di lavorare con i giocatori e tecnologie esterne, e molti di loro sono nuovi e nelle fasi precoci dello sviluppo. La maggior parte dei venditori e le tecnologie hanno meno di una dozzina di clienti al massimo, e alcuni hanno meno di una manciata. Quindi è presto per certo, ma non mancano di innovazione. Tuttavia, le banche devono soddisfare queste start-up a metà strada sognando-up come applicare la loro tecnologia.

Questo campo è stato maturazione alla velocità di anni di cani. E ci sono nuovi progressi relativi a facilitare l’attuazione del decentramento stack senza preoccuparsi di costruire o assemblare tutti i pezzi richiesti da zero. Alcuni dei progressi compiuti è equivalente alla evoluzione dalla costruzione di siti web utilizzando manualmente il codice HTML nel 1995 per la creazione di siti automagically oggi utilizzando WordPress e tramite alcuni passaggi di configurazione. Ad esempio, Ethereum si occupa della complessità della scrittura di applicazioni di decentramento modo che gli sviluppatori possono concentrarsi sulla funzionalità desiderata, e non la complessità delle tecnologie di rete e decentrate peer-to-peer.
Cosa dovrebbero fare le banche?

Non basta fare i piloti che automatizzano i vecchi processi. Piuttosto, lanciare importanti sforzi di ristrutturazione in tutti i processi, e porre la domanda importante:

Che cosa potrebbe Crypto-Tech permetterà ora se abbiamo reinventato esso?

Ecco un elenco di azioni possibili:

Noleggiare o promuovere un vero leader dall’interno, e dare loro il titolo di “Blockchain Zar”. Quella persona deve avere esperienza in operazioni bancarie e conoscere reingegnerizzazione dei processi aziendali tramite implementazioni tecnologiche. Difficile da trovare quella persona? Trovali. Siano tuo portavoce sul mercato, non è un analista nel reparto di ricerca o un responsabile di innovazione. Quella persona sarà responsabile per la rimozione di ostacoli all’interno della vostra organizzazione, formazione, best practices, e progetto gestione delle diverse implementazioni. Questo lavoro è una dura, ma si tratta di trovare e cancellando i vecchi processi, invece di ciecamente automatizzando quello che si sta facendo.
Che ne dite di ottenere i vostri piedi bagnati con qualche azione minerario? Comprare un paio di computer in più e la mia Bitcoin o altre valute in modo da poter imparare cosa vuol dire essere nelle acque criptovaluta. Ecco perché banche e intermediari Dovrebbe essere minerarie Blockchain.
Invia il 10% del personale IT di corsi su piattaforme criptovaluta, strumenti e tecnologie. Far loro imparare la Bitcoin blockchain e le sue varie tecnologie di overlay, lingue contratto di Ethereum, e molte altre tecnologie di crittografia pronte per l’uso.
Non investire in start-up blockchain. Diventa uno (se potete). Investire non è lo sport di uno spettatore. Hai bisogno di mettersi in gioco, e non solo guardare. Se un investimento consente di partecipare al risultato effettivo della soluzione tecnologica, che è una cosa. Ma se il vostro investimento è il cosiddetto ai fini dell’apprendimento, stai sprecando il denaro. Investire nell’apprendimento diretta e per fare cose, e non per guardare gli altri. Funzionamento come una startup tecnologia è molto diverso di operare all’interno di una banca. Sì, è la cultura, e la banca non ha una cultura di avvio, né il termine innovazione vuol dire la stessa cosa di una startup agile che ha fame e ambizioso, rispetto a ciò che significa una banca in testa-carico.
Acquistare uno scambio Bitcoin, subito. La cosa buona per la proliferazione di scambi Bitcoin in tutto il mondo, (e ci sono almeno 50 quelli vitali) è che ce n’è una per ogni grande banca là fuori. La fusione di commercio di Bitcoin all’interno di banche è inevitabile. La maggior parte di questi scambi hanno già sviluppato la tecnologia di base, ma il più grande dolore è stato come fondo di nuovi utenti e collegare i loro portafogli con i loro conti bancari. Se si uniscono online banking con il commercio Bitcoin, si elimina automaticamente l’attrito che attualmente esiste per onboarding nuovi utenti. OK, hai paura, posso dire. Quindi, perché non limitare le conversioni Bitcoin a $ 1000 o qualcosa di simile. Bitcoin conversioni fiat dovrebbe essere in tempo reale. Voi sapete come gestire relazioni con i clienti. Gli scambi Bitcoin hanno capacità tecniche, ma il loro CRM e il supporto clienti non sono grandi. Una delle grandi banche lampeggiano prima e comprare uno dei nascente Bitcoin scambi e deliziare i loro clienti esistenti. Perché non è vero?
Re-inventare mercati di negoziazione e dei capitali ed eliminare i ritardi e gli intermediari. Ritardi significa più costi. Livelli in tempo reale off inefficienze. Rimuovere i passaggi che non sono necessari durante le fasi di liquidazione e compensazione.
OFFERTA LIBERA (o davvero a buon mercato) transfrontaliere servizi rimesse. Abolire le spese di trasferimento. Questo è un duro, e sono sicuro che non hai intenzione di farlo. Ma se è stato utilizzato la rete Bitcoin invece di SWIFT, posso garantire i costi di trasferimento diminuirà di ordini di grandezza.
Ti piace task force e comitati. Creare una task force criptovaluta interno con membri provenienti da ogni gruppo funzionale, e far loro avere incontri settimanali per condividere iniziative, progetti, e apprendimenti. Ancora meglio, li salire su un gruppo di Slack e invitare chiunque in banca per parteciparvi.

Una tabella di marcia strategica

La maggior parte dei dirigenti bancari, probabilmente non hanno nemmeno un conto Bitcoin, non hanno usato un portafoglio Bitcoin; eppure sono responsabili del futuro della loro organizzazione in cui il futuro li sta guardando in faccia con la parola “blockchain” in esso. Questo non è dissimile Internet ed e-mail, in cui i primi giorni i dirigenti aziendali sono stati gli utenti ritardatario e avuto il loro segretario stampare loro email per loro.

E ‘così importante per ottenere una prima mano sentire con un conto di Bitcoin per sperimentare la flessibilità, la velocità e le innovazioni che sono costruiti in. Ad esempio, è possibile inviare denaro a chiunque nel mondo semplicemente conoscendo il loro indirizzo e-mail o indirizzo Bitcoin, senza una relazione bancaria, e senza andare da nessuna parte fisica. Questo è abbastanza impressionante in sé. È possibile convertire da fiat a Bitcoin e viceversa, tra cui il cablaggio denaro su un conto fiat gratuitamente. E ‘la libertà assoluta in termini di movimenti di denaro, e succede quasi istantaneamente ea livello peer-to-peer. Concesso non è possibile pagare le bollette, e non si può facilmente utilizzare bitcoin al registratore di cassa, ma questi non sono mostrare tappi per ora.

Quando ogni attività ha un legame blockchain, che lo mette alla pari con bit che viaggiano a velocità di Internet. E che viene fornito con un built-in strato di fiducia che trasporta la storia e la convalida della transazione con sé. Questa è una potente funzione (chiamata anche intelligente proprietà), e consente di liberare risorse e strumenti finanziari dalla latenza e inerzia della compensazione legacy e processi insediativi e inaugurare l’efficienza, velocità e innovazioni. Alla fine della giornata, si tratta di servizi finanziari, non il blockchain. Il blockchain è solo un facilitatore.

Se si riesce a interrompere il vostro business con successo, allora si può anche interrompere i vostri concorrenti, ma solo se si concentra sul proteggere la propria azienda, si sta davvero vivendo nello status quo. Rottura interna è sempre più benigna di uno esterno, soprattutto se è fatto in modo proattivo e più ti aggrada. E ‘meglio spararsi in un piede, piuttosto che qualcun altro si spara in testa.

Ma la strada per rottura è lastricata di alcune vittime. Poiché il blockchain è un valore disgregatore, cambierà il ruolo degli intermediari esistenti. Alcuni vengono sostituiti, altri vedranno il loro potere, influenza e il loro utilizzo diminuiti. Nello spazio di scambio, alcuni degli intermediari attuali a rischio includono SWIFT, PCC, FIX e la DTCC.

Allora, chi lampeggia prima? Quel primo batter significa acquistare un Bitcoin Exchange e totalmente, integrando il proprio portafoglio in online banking. So che alcuni libertari diranno che non è quello che Bitcoin era circa. Bitcoin è la libertà di essere la propria banca. Hanno ragione, e con il passare del tempo e l’ulteriore sofisticazione, che potrebbe essere possibile. Ma nel frattempo, si sono la Banca, e si ha la possibilità di mantenere quel rapporto con il cliente in corso.

Questa rivoluzione non sta accadendo in denaro 20/20, Finovate o Sibos. Sta succedendo altrove. Sta accadendo a livello di base nella meetup, in start-up invisibili, acceleratori e repository Github.

E Apps blockchain avviati dall’utente stanno arrivando. Volgeranno lo sguardo come le applicazioni SaaS che gli utenti possono lanciare senza il permesso di nessuno. Wow, che è un sacco di cambiamenti. Se sei un dirigente bancario, forse ho più della vostra attenzione, ora.

Le banche hanno l’opportunità di riprogettare se stessi. Hanno perso farlo quando Internet è arrivato. Non si tratta di Bitcoin. Si tratta di esporre l’apertura, il decentramento, e la velocità. I consumatori e gli utenti aziendali che vogliono. Il significato di fiducia e di transazioni cambia con la blockchain. Ogni processo centralizzato e manuale è in palio a causa di ciò che il blockchain consente: di auto-esecuzione di fiducia e di transazioni più intelligenti con più punti finali.

Il blockchain ha uno stack diverso, e spero che una banca può toccare a molti livelli.

Bitcoin non è facile da usare, blockchains sono difficili da programmare, maggior parte dei commercianti non accettano criptovaluta, e suona rischioso fare affidamento su computer e la matematica per governare una valuta, ma che importa?

Se non si prendono Bitcoin, blockchains e criptovaluta serio, posso prevedo che Bitcoin sarà alle banche ciò che l’iPhone è stato per BlackBerry. Sì, non è stato perfetto quando è venuto fuori, e non aveva una tastiera, non ha avuto applicazioni, e non era “sicuro” per le imprese, ma che importa?

Il blockchain non è perfetto, ma è il catalizzatore perfetto per processi di business cambia, e questo tipo di opportunità non presenta sé che spesso. L’ultima volta che è arrivato era con Internet. Speriamo che le banche vedono questo come una grande opportunità di cambiamento, non solo una piccola.

Le possibilità che sono abilitati dal blockchain hanno un impatto di trasformazione, una volta che li metti insieme.

Si può andare lento ed essere lasciato alle spalle, o si può andare in profondità e scavalcare.

È un caso di sperimentazione, ma anche di determinazione.

Fonte: startupmanagement.org/2015/08/05/dear-big-bank-ceo-re-blockchains-obliterate-dont-automate/

Pericoloso utilizzare il TFR Trattamento di Fine Rapporto per fare ripartire i consumi

Impazza la disputa sull’utilizzo del TFR, o di parte di esso, come leva per riaccendere i consumi dei lavoratori dipendenti, tra chi cerca di renderlo liquido e chi sull’altro fronte, quello delle imprese soprattutto piccole, è terrorizzato di perdere un tipo di autofinanziamento a bassissimo costo. Il primo ministro Renzi sembra rendersi conto che c’è un problema di liquidità e spera nell’aiuto del sistema bancario, il prof.Puglisi propone taglio IRAP e l’utilizzo della Cassa Depositi e Prestiti (che viene chiamata in causa per coprire qualsiasi buco finanziario) per compensare le imprese pagando debiti della PA, ma forse dimentica che non c’è sempre coincidenza tra i due perimetri.

Qualcuno dalla platea sommessamente spiega che se le imprese dovessero cedere quote di TFR e dovere indebitarsi con le banche a tassi molto più onerosi per avere la liquidità e pagare non avrebbero fatto un grande passo in avanti. Forse non ha proprio torto, a meno che i fondi TLTRO allo 0,15%…

In tutto questo batti e ribatti potrebbe essere utile capire l’attuale destinazione e composizione del credito erogato dalle banche a breve termine alle imprese, nelle loro varie classi dimensionali. Non è un’operazione semplice perché dai numeri pubblicati nei bollettini della Banca d’Italia occorre fare diverse stime per separare il credito erogato a privati/famiglie da quello effettivamente destinato alle imprese. Stime che si possono tentare considerando il numero di affidati nella categoria società non finanziarie e gli importi medi.

A marzo 2014 il totale dei crediti concessi a breve termine dal sistema bancario era di 630 miliardi, ripartiti su quasi 3 milioni di debitori, di cui oltre 1.800.000 privati. Il credito effettivamente utilizzato è però poco più di metà, pari a 333 miliardi. Le imprese e le microimprese (soc.di persone) affidate sul breve termine (escludendo società finanziarie e Pubblica Amministrazione) sono 1.150.000 e già questo è un dato che non si trova tanto facilmente.  Il grafico mostra la loro presenza numerica sulle varie classi di dimensione degli affidamenti: oltre 900.000 sono imprese che alle banche chiedono meno di 500.000€ ciascuna.

Dalle stime si vede che le microimprese usano circa 23 miliardi di credito a breve sui 333 totali, le piccole imprese 78 miliardi, le circa 26.000 medie imprese usano 62 miliardi e le 5.000 imprese grandi 118 miliardi. In totale 280 miliardi su 333.

Ciò che si nota facilmente è che in proporzione i grandi consumatori di credito a breve sono le piccole imprese, in particolare in una fascia di affidamento totale (breve + medio) tra 500.000 e 2.500.000€. Un fascia che corrisponde a un fatturato sino a 4-5 milioni.

Questo non sorprende perché è proprio la zona dove si ritrovano gran parte delle imprese familiari cresciute a forte leva finanziaria, con credito concesso generosamente (rispetto al capitale proprio) e basato spesso su garanzie personali e proprietà immobiliari fuori perimetro dell’azienda. E’ questa dunque l’area più sensibile quando si affronta il tema del TFR: probabilmente in quella fascia vi sono molte imprese poco liquide, troppo indebitate per la loro dimensione, che hanno difficoltà a reperire ulteriore liquidità in qualsiasi forma nei confronti del sistema bancario.

 

Articolo di F. Bolognini ripreso dal sito linkerblog.biz

 

La finanza speculativa e la denuncia di Papa Francesco

Un’economia sempre più distante dall’uomo e sempre meno al suo servizio; una finanza sempre più volta allo sfruttamento e con gravi rischi di deragliamento.  Questo scenario emerge dal 1998, da quando  si sono eliminate definitivamente le più importanti leggi che ponevano un freno alla speculazione finanziaria nei mercati americani; da allora il volume mondiale di operazioni a carattere speculativo ha raggiunto livelli enormi, portando all’ultima grande crisi del 2008, dalla quale l’Italia non si è più ripresa.

Oggi la quantità di tali strumenti è a livelli assai superiori rispetto a quelli che causarono la crisi, tanto che diversi istituti bancari ne hanno valori in bilancio addirittura superiori al Pil nazionale del loro paese di provenienza. La denuncia è contenuta nel libro “Così banche e finanza ci rovinano la vita” edito da Infinito Edizioni e scritto da tre ex-bancari  “pentiti” Massimo Guerrieri, Paolo Giovanardi, Antonello Cattani,  che hanno deciso di mettere la propria esperienza a servizio dei cittadini per aiutarli a difendersi dal sistema finanziario.  L’argomento è di stretta attualità, visto che nell’Enciclica “Laudato Sii” Papa Francesco lo affronta in maniera decisa, denunciando come il prezzo del salvataggio delle banche, responsabili della crisi,  sia stato pagato dalla  popolazione e invocando una nuova regolamentazione della finanza speculativa.

Tre anni fa, in occasione dell’ultimo grande attacco speculativo ai danni dell’Italia molti economisti e politici parlarono della necessità di urgenti riforme da attuare e paletti ferrei da imporre alla speculazione.

Il risultato? A dicembre 2014, dopo anni di gravissima crisi e con milioni di disoccupati in più ad ingrossare le fila dei “nuovi poveri”, giungono dagli States gli aggiornamenti relativi alle nuove norme in materia finanziaria promosse dal governo Obama e appoggiate dai repubblicani: più potere ai colossi bancari e sempre meno ostacoli alle gigantesche manovre finanziarie speculative.

Papa Francesco sostiene come il dominio della finanza non potrà che generare nuove crisi,  che porteranno ad un ennesimo e colossale spostamento di ricchezza da “tanti” a “pochi”,  con un’ ulteriore generale impoverimento, ovviamente a scapito soprattutto delle fasce deboli della società.

Molti segnali evidenti di questa manovra sono ormai sotto gli occhi di tutti: banche centrali che stampano sempre più carta-moneta (denaro che non entra in possesso dell’economia reale ma rimane nei forzieri delle banche), borse mondiali che hanno raggiunto  nuovi record, tassi ridotti quasi allo zero che invogliano gli investitori ad assumersi sempre più rischi pur di raggiungere un rendimento. In questo quadro sempre più critico quali difese ci rimangono contro strumenti definiti come “armi di distruzioni di massa”, che al prossimo attacco speculativo potrebbero mettere definitivamente in ginocchio la nostra economia, il nostro lavoro ed i nostri risparmi?

Certamente un certo grado di consapevolezza della situazione è un buon punto di partenza.

A questa deve seguire anche un maggiore interessamento per i nostri risparmi, spesso dimenticati, lasciati gestire dalla banca seguendo le logiche commerciali del momento. Deve cambiare l’abitudine di considerare prioritario il rendimento. Nelle scelte d’ investimento è sempre necessario considerare prima i rischi e poi, solamente in secondo luogo, valutare i rendimenti che ci vengono proposti.

Quest’ultimo aspetto è fondamentale: nella situazione attuale non possiamo più permetterci il lusso di seguire promesse che spesso si rivelano vere e proprie chimere, senza preoccuparci dei rischi che stiamo correndo. Chiediamoci sempre a chi affidiamo i nostri risparmi e quali garanzie ci vengono offerte, valutiamo a priori se e quanto siamo disposti a perdere negli investimenti che abbiamo.

Oggi è opportuno privilegiare la sicurezza rispetto al rendimento per non incorrere negli stessi errori che da tempo, ciclicamente, ci penalizzano. Del resto crisi finanziarie che hanno lasciato tantissime “vittime” sul campo sono già avvenute in tempi recenti nel 2000 e nel 2008. Non aspettiamone un’altra per aprire gli occhi e correre ai ripari!

 

Articolo ripreso dal sito qconsulenze.it