Split payment un danno per le piccole imprese

Imprese sul piede di guerra contro lo split payment, di cui si chiede l’eliminazione. Gli ultimi dati sulla scissione dei pagamenti IVA, spiega infatti il presidente CNA (Confederazione Nazionale Artigianato e PMI) Daniele Vaccarino, mettono in luce i danni e le distorsioni che sta creando alle imprese, soprattutto quelle più piccole.

Lo split payment riguarda infatti le operazioni verso la PA: il fornitore addebita l’IVA in fattura senza incassarla, è la PA a versarla direttamente all’Erario. Ne deriva un effetto negativo sulla liquidità per i fornitori, a favore dei quali è stata rivista la disciplina dei rimborsi (si inseriscono nel calcolo dell’aliquota media le operazioni con la PA, con diritto prioritario al rimborso).

Split payment: il ricorso UE delle PMI

Secondo Vaccarino, il meccanismo delll’IVA anticipata previsto dallo split payment «non ha senso, ha solo il risultato certo di mandare le imprese in crisi di liquidità e di incrementarne le difficoltà. C’è una sola cosa da fare per disinnescare questa mina: abolire subito lo split payment».

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Lo split payment va bene per le grandi imprese ma danneggia molto le piccole

«Solo chi è costretto a fare i salti mortali ogni giorno per far quadrare i conti con il ritardo nei pagamenti delle fatture da parte dei clienti, compresa la Pubblica Amministrazione, con un rapporto con le banche sicuramente difficile accompagnato da una pressione fiscale da record, può capire questa via crucis».

«Paghi l’IVA ai tuoi fornitori, IVA che potrai beninteso recuperare, ma con l’aggravante dei ritardi nell’erogazione dei rimborsi. Certo, se hai le condizioni, puoi andare in banca e farti finanziare la liquidità sottratta. Ma qui siamo al capolavoro finale: paghi interessi per avere a disposizione nuova liquidità».

In base al meccanismo dello split payment  le Pubbliche amministrazioni, anche se non rivestono la qualità di soggetto passivo dell’iva, sono inoltre tenute a versare direttamente all’erario l’imposta sul valore aggiunto che è stata addebitata loro dai fornitori. In merito all’esigibilità dell’imposta, si prevede altresì che, per le operazioni soggette al meccanismo della scissione dei pagamenti, l’imposta divenga esigibile al momento del pagamento della fattura ovvero, su opzione dell’amministrazione acquirente, al momento della ricezione della fattura.

Fonte: PMI.it

 

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