Solo il dieci per cento delle aziende italiane e’ finanziariamente affidabile

In Italia più di un’impresa su 10 registra un’elevata probabilità di generare insoluti commerciali. Secondo i dati di CRIBIS D&B infatti, a dicembre 2011, il 10,93% delle aziende italiane ha registrato un’alta rischiosità di generare insoluti commerciali nei confronti dei propri fornitori nei prossimi 12 mesi.

Per il 45,56% del totale delle imprese, invece, si è osservato un livello di rischiosità media, mentre appena il 5,83% si è collocato nella classe di rischiosità bassa.

Ma com’è variata la situazione negli ultimi anni?

Tra 2008 e 2011 è cresciuta del 10,61 punti percentuali il numero di imprese italiane con una rischiosità media di generare insoluti commerciali raggiungendo il 45,56% del totale.

Diminuiscono negli anni le imprese a rischiosità bassa (-3,7 punti percentuali in 4 anni) e medio- bassa (-8,85 punti percentuali in 4 anni). La percentuale di imprese ad alto rischio, invece, si è mantenuta sostanzialmente stabile (10,93% nel 2011 contro il 9,96% dell’anno precedente).

A livello geografico, è nel Nord Italia che si concentrano le imprese a bassa rischiosità (più dell’8% del totale, 2 punti in più rispetto alla media nazionale) e il Sud Italia e le Isole si caratterizzano per la quota più elevata di imprese ad alta rischiosità (14,8% del totale contro il 10,93% registrato a livello nazionale).

Il settore meno rischioso nel 2011 invece è quello dei servizi finanziari (oltre il 20% delle imprese ha rischiosità bassa), seguito dall’industria estrattiva con il 15,62%. Al contrario, l’edilizia registra solo l’1,22% delle sue imprese nella classe di rischiosità considerata, mostrando ancora le difficoltà registrate nel corso del 2010 in termini di affidabilità.

Il settore più rischioso invece è il commercio all’ingrosso con una percentuale del 18,72%, solo nel caso dell’agricoltura e dei servizi vari non supera l’8,20%.

 

Da: cribis.com

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