Settantatre banche sono fallite negli USA dall’inizio del 2011

Il nostro semplicissimo commento: la vera crisi deve ancora iniziare.

Nonostante il ritmo sia diminuito, e nonostante siano passati ormai anni dall’esplosione della crisi negli Stati Uniti, i fallimenti bancari non sono ancora un ricordo. Anche nel corso dell’ultimo weekend i regolatori americani hanno imposto la chiusura di due istituti di credito, uno in Virginia ed un altro in California, il che porta il totale dei default registrati dall’inizio dell’anno a quota 73.

Il fallimento principale è quello che ha riguardato Bank of the Commonwealth, con sede nella città di Norfolk, il cui stop è stato ordinato dalla Virginia State Corporation Commission. Gli asset in possesso della banca – che ammontavano a 985 milioni di dollari, ai quali si aggiungono 901 milioni di depositi – sono stati rilevati da Southern Bank & Trust Co. di Mount Olive, in Carolina del Nord.

Il secondo default ha coinvolto invece la Citizens Bank of Northern California (nello Stato sudoccidentale degli Usa sono 4 i crack registrati nel 2011). L’istituto controllava asset per 289 milioni e depositi per 253 milioni. Tali business sono stati rilevati dalla Tri Counties Bank.

La FDIC ha valutato il costo del primo crollo, in termini di assicurazioni sui depositi, pari a 268,3 milioni; nel caso di Citizens, invece, il dato è pari a 37,2 milioni.

Testo articolo ripreso da valori.it