Se il Parlamento Italiano si interessa del Bitcoin c’e’ da preoccuparsi

Di seguito l’intervento di Sergio Boccadutri – Deputato, membro della Commissione Bilancio, responsabile Innovazione del Pd (speriamo bene!) al forum del Sole 24 Ore sulle Criptovalute.

sergio-boccadutri-parlamento-italiano-innovazione-bitcoin“Personalmente  mi sono interessato di bitcoin e ritengo che il Parlamento si debba essere coinvolto dopo che la Banca d’Italia si è occupata giustamente di questo tema. D’altra parte ci sono vari aspetti legati al bitcoin. C’è l’aspetto tecnologico, che probabilmente è quello da approfondire di più dal punto di vista delle potenzialità del blockchain. E questo al di là dell’utilizzo come strumento di pagamento, che magari potrebbe addirittura interessare il notariato. Poi c’è un aspetto ovviamente monetario, ma c’è un tema di riciclaggio e uno di tutela del consumatore.

Insomma bisogna tutelare gli attori economici. Per questo io ho proposto un’indagine conoscitiva in Commissione Bilancio sul tema delle criptovalute e poi del Bitcoin perchè dopo cinque anni che la Banca d’Italia giustamente fa il suo mestiere, dopo che lo stesso Draghi a un’interrogazione di un europarlamentare due giorni fa dice che la Bce vedrebbe con favore da parte di tutte le rispettive autorità chiarimenti sull’applicazione di sistemi di moneta virtuale. La Bce ha anche chiarito che non si occupa della tutela del consumatore, pur sapendo che rappresenta un problema. Credo sia importante riportare tutti questi stimoli in una sede come quella della Commissione Bilancio, che si occupa anche di politica monetaria e che dovrebbe, per competenza, fare un’indagine conoscitiva dove si possa iniziare uno scambio tra tutti gli attori, in primis, la Banca d’Italia, e il legislatore. Io ho iniziato con un emendamento sulla tracciabilità delle transazioni via Bitcoin superiori a mille euro: l’intenzione era gettare un sasso nello stagno per iniziare parlarne

Perchè il tema di fondo è l’ignoranza da parte del legislatore su una tecnologia che potrebbe avere delle evoluzioni  che saremmo poi costretti a rincorrere con soluzioni magari non adeguate alla situazione, soluzioni più di difesa e di tutela che potrebbero anche bloccarne l’evoluzione anche dal punto di vista del  mercato e del business. Meglio allora avviare un’indagine conoscitiva che possa poi sfociare in un’attività normativa. Che è sempre a valle. Riprendo infine la provocazione fatta da Chiriatti: forse è opportuno che gli Stati iniziassero a sfidarsi sull’attività di mining.

Io concordo sul fatto che il quadro normativo deve essere un quadro integrato almeno a livello europeo. Questo lo condivido assolutamente. Però noi siamo in una fase ancora precedente, con il legislatore che deve prendere coscienza di cosa stiamo parlando perché c’è anche un problema di definizione, di cos’è il bitcoin. Magari anche stabilire che è vietato l’uso del bitcoin in ogni caso, punto. Anche se devo far prendere coscienza che si tratterebbe di una norma inutile perché non produrrebbe alcun effetto.”

 

Testo ripreso da: nova.ilsole24ore.com

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