Sconosciuta banca svizzera nel mirino del fisco americano

Dopo che l’UBS ha venduto i suoi correntisti americani al fisco USA, era inevitabile che qualcuno provasse a riempire il vuoto creatosi. Chissa’ se riusciremo a sapere qual’era la banca utilizzata.
Le autorità giudiziarie degli Stati Uniti hanno accusato formalmente due banchieri svizzeri, Daniela Casadei e Fabio Frazzetto, di aver aiutato una serie di loro facoltosi clienti ad eludere i controlli dell’Internal Revenue Service. In tal modo, i correntisti sarebbero riusciti a nascondere i loro capitali entro i confini della nazione alpina, evitando di pagare quanto dovuto allo Stato americano.

Si tratta di una nuova mossa nell’ampio sforzo che gli Usa stanno portando avanti ormai da mesi al fine di “stanare” i presunti evasori. In questo caso la denuncia, presentata presso la Corte distrettuale di Manhattan, riguarda il possibile “aiuto” che Casadei e Frazzetto avrebbero concesso a 180 contribuenti statunitensi. I clienti sarebbero stati invitati ad aprire conti correnti “occulti”, sotto nomi in codice.

E le loro preoccupazioni sarebbero state sopite sottolineando come – a differenza ad esempio di UBS – il loro istituto di credito non sarebbe mai stato obbligato a divulgare i dati, non possedendo filiali sul territorio degli Usa.

Complessivamente, la cifra sottratta all’occhio del fisco americano sarebbe – secondo quanto riferito dal Wall Street Journal – di oltre 600 milioni di dollari. Il nome della banca a cui fanno riferimento i due accusati non è stato tuttavia reso noto.

Ripreso parzialmente da Valori.it

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