Salvataggi bancari il peggio dell’Italia

Salvataggi bancari per chi? Per banche che nei conti titoli dei clienti hanno piazzato obbligazioni subordinate già in decomposizione, con rendimenti sugosi ma alto tasso di rischio. Per farlo magari hanno taroccato i questionari MIFID, giusto così per alzare il profilo di rischio del cliente quel tanto che basta a propinargli qualsiasi bidone.

Tanto che l’Unione Europea accusa Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti e Cassa Ferrara di aver venduto “prodotti inadeguati” ai clienti. Quelle stesse banche che poi, come nel caso di Banca dell’Etruria, dopo gestioni allegre e clientelari, sprofondano nel fango e vengono salvate mettendo ampiamente mano alle tasche dei risparmiatori. Banca d’Italia in passato propose di vietare la vendita diretta di bond subordinati ai “semplici” risparmiatori, ma evidentemente senza grande successo.

E poi clienti che continuano a ignorare la prima regola di un risparmiatore: informarsi e capire prima di investire dei soldi. Soprattutto se è una grossa fetta del patrimonio. Io ne ho vista di gente famelica che dice infoiata: “Non mi interessa entrare nei dettagli, dimmi solo quanto mi rende”. No! No! Dovete crescere! Basta con “Quanto mi rende?”.  È una domanda assurda. Perché generalmente non ha risposta, non si sa, punto, non si sa. Si sa solo per i depositi e le obbligazioni, ammesso che non vadano in default, abitudine che i bond non riescono a perdere. Ficcatevelo nella zucca: la prima domanda da fare è: “Quanto rischio?”

Ma una cosa è chiara: il cittadino è sempre più solo, specie con i propri quattrini. Vediamo qualche esempio.

La pensione? L’INPS non vi pagherà, con alta probabilità, la pensione che vi aspettate (il presidente dell’INPS Tito Boeri, correttamente, ha provato a dirlo, ma l’hanno zittito). E allora dovete pensarci voi, con un risparmio previdenziale. Meno smartphone e più soldi accumulati per quando sarete vecchi. Non suona figo, ma quando avrete 70 anni ne sarete felici.

I soldi in banca? Se siete azionisti o creditori di una banca, perché avete comprato le obbligazioni che ha emesso o avete depositato i soldi lì, potreste essere chiamati a pagare per tirarla fuori dal letame. Queste sono le nuove norme sul bail-in. Ma il bail-in, e ora sarò veramente impopolare, è giusto. Perché non si può mettere a rischio un intero Paese, o un intero continente, per una banca gestita male da quattro panzoni che pensano solo al loro tornaconto. Guardate che questo fa il bail-in: evita che il contagio si propaghi ovunque, facendo chiudere banche e imprese e saltare posti di lavoro in modo generalizzato. Bisogna pensarci prima. Se un bond bancario rende il 9% quando il BTP decennale rende l’1,5% e non vi ponete delle domande, poi non lamentatevi quando il bond fa default.

Il punto è che le situazioni di crisi devono essere prevenute, i risparmiatori in più grave difficoltà economica aiutati, in stile 118, e i manager bancari devono pagare per i loro errori. “Skin in the game”, lo chiamano gli inglesi: sei un manager bancario con lo stipendio di giada e la poltrona di pelle umana? Bravo, allora assumiti le tue responsabilità, ti ci devi giocare la pelle, almeno professionalmente. Fosse per me, pesantemente, molto pesantemente.

salvataggi bancari un male necessario ma molto duro da sopportare
I salvataggi bancari temiamo non siano finiti. Quando finirà?

Risparmiatori, informatevi.

A voi risparmiatori, lo ripeto anche se l’ho già scritto fino alla noia, non resta che essere diffidenti e non prendere per buono nulla di ciò che dice la banca o il promotore finanziario: loro sono in conflitto d’interesse con voi, e le cose non vanno migliorando.

Quindi siete voi che dovete informarvi e capire; non è poi così difficile. E poi, valutata la situazione, assumervi i rischi che potete sopportare. Perché senza rischiare non guadagnerete nulla. Ma ci vuole buon senso, prudenza, un po’ di diligenza. Quella del “buon padre di famiglia” del codice civile, la ricordate?

Fonte: AdviseOnly.com

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