Regole anti speculazione sui derivati

La Commodity Futures Trading Commission americana ha approvato ieri una normativa che è stata dibattuta al lungo negli Usa, e per questo anche ritardata.

Si tratta di una disciplina che impone un giro di vite sulle “scommesse” finanziarie che vengono effettuate su una serie di materie prime: dall’oro al petrolio, fino allo zucchero. In tal modo i regolatori sperano di riuscire a limitare le speculazioni, che negli ultimi mesi in particolare hanno innalzato la volatilità sui mercati a livelli di allarme.

Il voto, tuttavia, ha diviso nettamente la commissione: 3 favorevoli e 3 contrari, il che conferma le grandi distanze che ancora permangono circa il ruolo che lo Stato deve ricoprire nei confronti del sistema finanziario. A pesare c’è anche stata la stessa Wall Street, che ha tentato con forza di affossare il progetto.

Quest’ultimo prevede, in particolare, regole volte a limitare le speculazioni sul breve termine, a partire da una serie di tetti massimi alla quantità di commodities acquistabili in funzione della disponibilità delle stesse. Si tratta di novità che, secondo i calcoli effettuati dalla stessa CFTC, potrebbero provocare un aumento dei costi per l’industria finanziaria pari a 100 milioni di dollari nel primo anno in cui entrerà in vigore.

Ma secondo i critici – tra i quali figurano la maggior parte dei membri del partito repubblicano – il conto reale della manovra potrebbe risultare ben più caro.

Articolo ripreso da valori.it

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