Rapporto tra Borsa e Prodotto Interno Lordo

Si avvicina la fine dell’anno e come al solito sarà occasione per analisi, tabelle, raffronti per comprendere com’è andato l’anno sui mercati finanziari e il rapporto tra Borsa e Prodotto Interno Lordo del paese e’ un ottimo parametro da valutare.
Noi vi proponiamo quindi qualcosa di un po’ diverso: confrontiamo la capitalizzazione di Borsa (un dato rappresentativo della ricchezza finanziaria) con il Prodotto interno lordo (la capacità di produrre ricchezza). Quindi ci chiediamo: cosa può dirci di un Paese la correlazione tra queste due grandezze?
Il PIL mondiale veleggia intorno ai 63.475 miliardi di dollari, mentre la capitalizzazione di Borsa a livello mondiale supera i 75.554 miliardi, quindi all’incirca al 97,8% del PIL. Questo rapporto vicino all’unità tuttavia, non è del tutto rappresentativo: solo una parte delle imprese mondiali è quotata, moltissime altre sono private, spesso a conduzione familiare. Nonostante ciò, osservando con attenzione questa “mezza fotografia” possiamo vedere alcuni particolari interessanti.
  • Stati Uniti. Producono il 22,5% del PIL mondiale e le sue due Borse (NYSE e NASDAQ) rappresentano il 35,3% della capitalizzazione della Borsa mondiale: la finanza dunque resta presidio e dominio “yankee”, con una capitalizzazione borsistica che “vale” 1,5 volte l’economia reale del Paese.
  • Cina. Il gigante asiatico corre sia come percentuale sul PIL mondiale (13,4%) che per capitalizzazione, con i mercati di Shanghai e Shenzhen che insieme valgono il 10,3% della capitalizzazione globale (ma arriviamo al 14,9% se consideriamo anche la Borsa di Hong Kong), pari a circa il 46,2% del PIL cinese.
  • Regno Unito. Eh sì, è proprio l’isola britannica a essere il paese a maggiore “finanziarizzazione”: la Borsa di Londra (LSE) vale 2,2 volte il PIL nazionale e – seppure in discesa – rappresenta l’8,5% dell’intera capitalizzazione di Borsa mondiale.
  • Svizzera. Paese piccolo e ricco, produce lo 0,9% del PIL mondiale e la sua Borsa principale (SIX) pesa per il 2,3% della capitalizzazione mondiale e il 236% del Pil domestico.
  •  Brasile. Estremo opposto alla Svizzera: il PIL rappresenta il 3% mondiale (materie prime, agricoltura, acciaio e metalli, petrolio, energia) contro una capitalizzazione di Borsa che lo “sotto-rappresenta”, meno dell’1% della capitalizzazione mondiale: in questo caso la Borsa vale il solo il 34% del PIL nazionale.
  • Italia. Più vicina al Brasile che alla Svizzera, finanziariamente: produciamo (da qualche tempo arrancando…) il 2,8% del PIL mondiale, mentre la nostra Borsa, che arretra sempre più , equivale attualmente allo 0,9% della capitalizzazione mondiale, con un rapporto capitalizzazione/PIL al 26%.
rapporto tra borsa e prodotto interno lordo molto significativo ma non definitivo specie per l'Italia
Il Rapporto tra Borsa e Prodotto Interno Lordo e’ un importante indicatore per ogni paese
Complessivamente, le prime 5 Borse mondiali (le 2 USA NYSE e NASDAQ, Londra, Tokyo e Shanghai) pesano per il 56,6% dell’intera capitalizzazione mondiale; e le prime 10 (aggiungendo Euronext, Hong Kong, Shenzhen, TMX e Deutsche Borse) fanno il 74,8% della capitalizzazione. Il che vuol dire che il mondo sarà pure globalizzato ma quello finanziario è molto concentrato.
L’evidenza è che i “grandi capitali”, per una legge fisica, vanno dove ci sono “grandi opportunità” sia in termini di mercati finanziari che in termini di affari.

Ma la capitalizzazione di Borsa è un indicatore valido della capacità di produrre reddito di un paese?

Se guardiamo alla capitalizzazione come un “voto”: quando questa si discosta dal valore del PIL nazionale deve essere presa come un “voto insufficiente”, talora molto insufficiente. Per chi vuole approfondire, consigliamo alcuni brevi cenni: la Borsa italiana, con una capitalizzazione di 591 miliardi, si confronta con gli 850 di Taiwan, 456 di Singapore, 426 della Arabia Saudita, i 369 della Malaysia, i 331 della Tailandia ed i 338 dell’Indonesia.
Insomma, per l’Italia il rapporto tra Borsa e Prodotto interno Lordo e’ un indicatore particolarmente negativo. Migliorerà in futuro?
Fonte: linkedin.com

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