Quando il parrucchiere diventa il tuo consulente finanziario

In un articolo de “Il Sole 24 Ore”, il giornalista Morya Longo racconta un aneddoto in riferimento al clamoroso crollo dei mercati in Asia:

«Ho iniziato a comprare azioni in Borsa due settimane fa, su consiglio del mio parrucchiere». In un’intervista Sophie Wang, 32enne insegnante di Nanjing, ha confessato di aver scambiato l’acconciatore per un consulente finanziario. È stato lui, tra un bigodino e uno shampoo, a suggerirle di fare quello che ormai in Cina è una moda: giocare in Borsa. 

Sembra di tornare ai tempi del 1929 quando anche i lustrascarpe si improvvisarono esperti finanziari in grado di consigliare l’acquisto di azioni a personaggi del calibro di Rockefeller. Un vecchio aneddoto racconta come proprio il grande magnate americano fu uno dei pochi a salvarsi dal crollo del 1929 grazie all’intuito:  se anche il lustrascarpe mi consiglia di  comprare azioni è giunto il momento di vendere!

Anche in tempi più recenti, la bolla  della new-economy di inizio 2000 fece molte vittime, e la maggior parte erano casalinghe e pensionati che non distinguevano un computer da un forno a microonde, mal consigliati da amici e parenti che paventavano futuri, enormi, facili guadagni.

Contnua Morya Longo: il listino di Shanghai dal giugno 2014 al giugno 2015 ha guadagnato il 151%, dei quali 110 solo negli ultimi 7 mesi. Portando i prezzi delle azioni a un valore 59 volte superiore agli utili delle aziende. Cioè nel campo della follia. Il problema è che i piccoli risparmiatori hanno iniziato a fare come un tempo facevano gli americani: si sono indebitati per comprare sempre più azioni, mettendo le stesse azioni in garanzia dei finanziamenti. Il 18 giugno scorso il credito concesso dai vari broker alle famiglie cinesi con il solo scopo di speculare in Borsa era arrivato al record di 2.270 miliardi di yuan (334 miliardi di euro). Ovvio che questo schema Ponzi non poteva durare: così appena sono scattate le vendite, tanti risparmiatori hanno iniziato in fretta e furia a vendere azioni per rimborsare i debiti sottostanti.

Anche questo è un film già visto, chi fa debiti per comprare azioni ha un’unica certezza: finire in rovina. Non è ancora dato sapere se il crollo della borsa cinese degli ultimi mesi avrà ripercussioni sull’economia reale  e produrrà un effetto contagio sugli altri paesi. Di certo a rimetterci saranno i piccoli risparmiatori, entrati sul mercato sull’onda dell’euforia e mal consigliati da parrucchieri che si improvvisano consulenti.

Nel libro “Così banche e finanza ci rovinano la vita” gli autori Guerrieri, Giovanardi e Cattani spiegano, ripercorrendo la storia, come tutte le bolle speculative abbiano gli stessi elementi in comune: la molta liquidità, i bassi tassi di interesse (che inducono a maggiori rischi)  l’illusione del facile guadagno. Guarda caso oggi questi elementi sono presenti sui mercati finanziari, quindi l’attenzione deve essere massima. Affidarsi a consulenti esperti (con tutto il rispetto per i parrucchieri…) può evitare cattive sorprese.

 

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