Proventi accertati e costi deducibili

I maggiori proventi accertati e i minori costi deducibili possono essere compensati sia con le perdite maturate nel periodo d’imposta oggetto di accertamento, sia con quelle maturate in periodi d’imposta precedenti.

È quanto emerge dalla lettura dell’art. 25 dello schema di decreto sulla revisione delle sanzioni, con la conseguenza che la sanzione andrà commisurata solamente all’imposta relativa al reddito che residua dopo l’utilizzo delle perdite.

proventi accertati

Va osservato che tale modifica non riguarda l’art. 1 del dlgs n. 471/97 in materia di infedele dichiarazione, bensì l’art. 42 del dpr n. 600/73, cui è stato aggiunto il nuovo comma 2-bis, tenuto conto che il computo delle perdite richiede un’attività suppletiva di controllo e verifica da parte degli Uffici.

Novità non mancano anche in tema di obblighi di sostituto d’imposta, per il quale il nuovo art. 2, comma 4-ter, del dlgs n. 471/97, come osservato da Assonime, intende premiare la trasparenza e la collaborazione delle imprese che operano con l’estero.

In particolare, è previsto che per i soggetti che hanno predisposto l’idonea documentazione dei prezzi di trasferimento (master file e country file) viene esclusa l’applicazione delle sanzioni in caso di rettifica dei prezzi trasferimento da cui derivi la mancata esecuzione delle ritenute.

In materia di Iva, oltre alle riduzioni delle sanzioni per l’infedele dichiarazione, al pari di quanto già previsto per le imposte sui redditi, si rivedono le sanzioni relative all’inosservanza degli obblighi di fatturazione e registrazione delle operazioni imponibili.

In particolare, si prevede la sostituzione della sanzione proporzionale con quella fissa nell’ipotesi in cui il ritardo nell’adempimento non abbia inciso sulla corretta liquidazione del tributo, mentre in caso di omesso versamento la sanzione è ridotta al 10% per adeguarla alla nuova misura prevista per l’infedele dichiarazione.

Da segnalare, infine, la riduzione al 30% (in precedenza la misura era dal 100 al 200%) della sanzione nell’ipotesi di eccedenza Iva chiesta a rimborso in assenza dei presupposti di cui all’art. 30 del dpr 633/72.

Fonte: Italia Oggi

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