Prestiti tossici nelle banche europee

Il totale dei prestiti ritenuti a rischio attualmente nei bilanci delle banche europee è aumentato ulteriormente nei primi sei mesi del 2011.
Complice la crisi, e l’incapacità di numerosi cittadini del Vecchio Continente di far fronte alle rate dei propri debiti, il quantitativo di linee di credito “tossiche” o comunque non considerabili sicure è arrivato ormai a rappresentare oltre un quarto del capitale degli istituti bancari.

A confermarlo sono le cifre pubblicate nel weekend dalla Banca Centrale Europea, che ha così lanciato un nuovo allarme sulle condizioni complessive del comparto finanziario comunitario.
I dati, che si riferiscono alla fine di giugno, riguardano circa 4.700 banche europee, che insieme hanno accumulato prestiti a rischio per un valore equivalente al 27% del loro capitale.

Si tratta di 2 punti percentuali in più rispetto alla metà del 2010; alla fine di giugno del 2009, inoltre, il dato si era fermato al 20%.
I gruppi monitorati, anche per tentare di arginare i rischi derivanti da tale fenomeno, hanno rafforzato le loro situazioni patrimoniali: i ratio di solvibilità sono arrivati in media al 13,8% (un anno prima erano al 13,2%), mentre i fondi propri sono passati dal 10,1% al 10,9%.

Ciò nonostante, i profitti sono aumentati: gli istituti di credito tedeschi hanno raggiunto i 4,3 miliardi di euro, quelli francesi 14,5 miliardi, mentre quelli italiani sono arrivati a 4,9 miliardi (in tutti i casi si tratta di risultati migliori rispetto al passato). Discorso diverso per le realtà spagnole, che hanno registrato un calo da 10,7 a 9,1 miliardi, e per quelle britanniche, scese di 16,9 miliardi a quota 8,4.

 

Testo ripreso da valori.it

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