Prestiti tossici in Danimarca

Il ministro dell’Economia della Danimarca, Ole Sohn, ha annunciato di voler predisporre una proposta, da sottoporre al parlamento di Copenaghen, il cui obiettivo è di porre un freno alla diffusa sottovalutazione delle perdite patite dagli istituti di credito locali a causa dei prestiti tossici.

Numerose banche, infatti, non avrebbero effettuato un adeguato monitoraggio del quantitativo di insolvenze legate ai crediti erogati. Il che pone dei crescenti rischi per la tenuta complessiva del sistema.

Per questo Sohn ha fatto sapere in un comunicato pubblicato ieri sul sito internet del suo ministero di voler presentare il suo progetto di legge prima di Natale. L’annuncio è legato al rapporto che è stato presentato dai revisori dei conti, che hanno puntato il dito contro la Financial Supervisory Authority, nell’ambito della vicenda che ha visto protagonista la banca Amagerbanken. Quest’ultima, prima di fallire nello scorso febbraio, aveva infatti sottostimato fortemente proprio il peso dei bad loans sul proprio bilancio.

Il crack, poi, ha provocato un terremoto nel settore bancario danese, costringendo molti istituti a faticare non poco nel mercato internazionale. Per questo i revisori imputano alla FSA la responsabilità di non aver chiesto sufficienti dettagli ai responsabili di Amagerbanken. Il cui crollo è costato ai contribuenti 2,1 miliardi di corone.

Testo ripreso da valori.it

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