I postini non diventeranno promotori finanziari almeno per il momento

poste-italianeI postini non potranno promuovere o collocare prodotti del risparmio gestito fuori sede.

A mettere una pietra sopra le indiscrezioni circolate negli scorsi mesi, secondo cui Poste Italiane avrebbe potuto avvalersi del personale addetto al recapito della corrispondenza nella distribuzione di prodotti del risparmio gestito fuori sede, ci ha pensato Bankitalia che ha pubblicato nei giorni scorsi un documento di consultazione pubblica in merito alle disposizioni di vigilanza su BancoPosta, la divisione bancaria di Poste Italiana.

Nel documento, per quanto riguarda l’attività fuori sede, disciplinata nel D.P.R. 144/2001 e modificato successivamente dal D.L. n. 179/2012, che abilita Poste a svolgere fuori dalle proprie succursali attività di promozione e collocamento di prodotti e servizi bancari afferenti alle attività di BancoPosta, Via Nazionale ricorda che “per esigenze di sana e prudente gestione del Bancoposta e di tutela dei clienti con cui la rete esterna di Poste venga in contatto, le disposizioni estendono a Bancoposta la disciplina dell’attività fuori sede delle banche, con rinvio quindi alla disciplina specifica dei diversi canali utilizzabili per ciascuna tipologia di prodotto”.

In particolare, Bankitalia nel documento detta alcune disposizioni specifiche “volte a assicurare che i dipendenti propri di cui Poste dovesse servirsi per l’attività fuori sede siano specializzati, adeguatamente formati e non contemporaneamente adibiti ad altre funzioni di Poste”. Non solo. Via Nazionale nel documento esclude che “l’attività di Bancoposta fuori sede possa essere svolta da dipendenti addetti al recapito della corrispondenza, in considerazione dei rilevanti rischi operativi e reputazionali che in tale eventualità si determinerebbero”.

L’obiettivo, si legge nel documento, è evitare che “le attività di Bancoposta fuori sede possano dar luogo a rischiose movimentazioni di contante fuori dai locali delle succursali”. Con particolare riferimento all’attività di mero incasso dei bollettini postali (attività il cui svolgimento tramite altri operatori fuori dalle succursali di Poste è già permesso), prosegue il documento, “si consentirebbe che gli addetti al servizio postale effettuino tale attività a domicilio del cliente mediante mezzi di pagamento sicuri (ad esempio POS), comunque restando fermo il divieto di transazioni in contanti”.

Da parte di Poste Italiane, comuque, si ricorda che il gruppo negli ultimi mesi ha ampliato il team di promotori finanziari, anche attraverso il reclutamento dalla concorrenza, tanto da superare a inizio anno la quota di 100 professionisti.

 

Articolo di Massimo Morici ripreso dal sito advisoronline.it

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