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M-Pesa ovvero come l’Africa ha battuto l’Europa

L’innovazione nel fintech è partita 10 anni fa nel cuore dell’Africa. Uno dei primi esperimenti di tecnologia applicata alla finanza per un’utenza di massa si chiama M-Pesa, è nato in Kenya e oggi è il principale servizio di pagamenti mobile al mondo di Vodafone, che si appresta a festeggiare il dodicesimo compleanno del servizio.

Il servizio M-Pesa è stato lanciato dall’associata keniana di Vodafone, Safaricom, il 6 marzo 2007, e si è presto diffuso in varie parti del mondo. Quando ancora in Italia l’utente medio aveva scarsissima familiarità con i pagamenti online da mobile, a Nairobi si cominciavano a pagare gli stipendi, le bollette, le tasse scolastiche dei figli o persino ad acquistare frutta al mercato attraverso il cellulare.

Il servizio è stato concepito per consentire ai clienti di inviare, ricevere e depositare denaro utilizzando un semplice telefono cellulare e, da un po’ di tempo in alcuni mercati, tramite un’app per smartphone. Il funzionamento è molto semplice: i clienti si rivolgono ad un agente di M-Pesa per caricare il loro account e possono successivamente utilizzare il loro dispositivo mobile per effettuare acquisti in un negozio e inviare soldi a terzi, che a loro volta possono prelevare i fondi presso un agente M-Pesa.

A qualcuno potrà sembrare strano che proprio l’Africa, continente povero e teatro di numerosi conflitti, sia stato effettivamente un laboratorio di tecnologia nel campo dei digital mobile payments. In realtà proprio l’essere una regione in via di sviluppo l’ha resa all’avanguardia, almeno in alcuni settori. La telefonia fissa è sempre stata usata molto poco dalla popolazione a causa di inefficienze, burocrazia e dei frequenti furti delle infrastrutture in rame, materiale particolarmente ambito dai ladri. Intorno al 2000 solo un africano su 40 aveva accesso a un telefono fisso, percentuale che saliva a 1 su 130 nell’Africa sub-sahariana (Sudafrica escluso). Il boom dei cellulari nel continente africano si è verificato proprio per questo motivo: la telefonia mobile, cresciuta a ritmo vertiginoso nell’ultimo decennio, ha rappresentato una leapfrog tecnology (letteralmente, un “salto della rana”) che ha scavalcato i problemi della telefonia fissa. “Le tecnologie mobili – spiegava qualche anno fa Laura Mann, esperta di Ict e ricercatrice presso l’Oxford Internet Institute dell’Università di Oxford – sono facili da vendere ai consumatori africani, mentre le infrastrutture e i network di distribuzione per altri tipi di prodotti sono più difficili da costruire e hanno problemi di manutenzione. I cellulari sono inoltre relativamente economici. I consumatori africani si sono dimostrati preziosi per l’industria delle telecomunicazioni. L’Ict ha trasformato il modo in cui il settore privato guarda al mercato africano.

Analogamente il mobile banking ha fatto emergere parte dell’economia informale. L’uso delle nuove tecnologie coinvolge i membri più poveri della società all’interno del ciclo economico facendoli diventare consumatori”. M-Pesa riduce in misura notevole anche i potenziali rischi di rapina, furto e corruzione diffusa all’interno di un’economia basata sul contante, dove solo una parte limitata della popolazione può accedere a servizi finanziari convenzionali.  Michael Joseph, Managing Director M-Pesa del Gruppo Vodafone, afferma: “M-Pesa è una rivoluzione che ha messo decine di milioni di persone delle comunità fra le più povere al mondo in condizione di avviare e sviluppare attività economiche e di ottenere una maggiore solidità finanziaria. Noi tutti a Vodafone siamo molto orgogliosi di come M-Pesa abbia facilitato la vita giornaliera dei nostri clienti, aiutandoli a pianificare il proprio futuro con fiducia”. 

Dal Kenya M-Pesa si è esteso a livello internazionale e oggi è presente in 10 Paesi: Albania, Egitto, Ghana, India, Kenya, Lesotho, Mozambico, Repubblica Democratica del Congo e Tanzania. Alla fine del 2016 ha servito quasi 29,5 milioni di clienti attivi tramite una rete di più di 287.400 agenti. Nel 2016, il servizio ha effettuato circa 6 miliardi di operazioni, raggiungendo a dicembre un picco di 529 operazioni al secondo. Negli ultimi dieci anni, M-Pesa è diventato qualcosa di più che un normale sistema di pagamenti da persona a persona. Oltre a essere usato, come detto, per il pagamento di bollette e stipendi, viene utilizzato per l’erogazione di pensioni, sussidi agricoli e contributi pubblici. Gradualmente M-Pesa si è trasformato anche in servizio bancario. Servizi come M-ShwariM-Pawa KCB M-Pesa offrono depositi fruttiferi mobili e micro-prestiti in collaborazione con due banche, CBA KCB. M-Tiba consente ai clienti di inviare, risparmiare e spendere denaro per cure mediche presso cliniche convenzionate. 

A partire dal 2009, Vodafone ha cominciato a potenziare M-Pesa aggiungendo servizi di pagamento internazionali. I clienti in Kenya e Tanzania possono ora inviare e ricevere fondi dall’estero, in una modalità che secondo la Banca Mondiale è la più conveniente. Vodafone ha stabilito una collaborazione con Homesend, TransferTo e MFS Africa per ampliare i servizi di pagamento e continua a valutare potenziali collaborazioni con altri servizi di pagamento internazionali. 

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