Nazionalizzazione delle banche in Sudafrica rischio reale per l’economia dell’intero continente

Certo se accadesse una cosa del genere si creerebbe un precedente per niente trascurabile. Certo non siamo in Europa, per’ il Sudafrica e’ un paese ricco con risorse minerarie importantissime, non a caso il fulcro di tutto il problema. Le ripercussioni sarebbero mondiali.

Julius Malema, giovane leader del principale partito del Congresso nazionale del Sudafrica, ha chiesto di avviare un vasto piano di nazionalizzazione del settore bancario locale. Si tratterebbe di un programma che vedrebbe protagonisti i principali istituti di credito del Paese, tra i quali Standard Bank Group, Nedbank e First National Bank: l’obiettivo ultimo della manovra sarebbe di fornire allo Stato i capitali necessari per appropriarsi delle miniere disseminate sul suo territorio.

Secondo il leader sudafricano, infatti, «non sarà possibile rendere pubbliche le miniere senza prendere prima il controllo delle banche. Per questo siamo chiamati a combattere affinché le risorse del Paese siano nelle nostre mani e non in quelle del settore finanziario». In tal modo, nelle intenzioni del numero uno della ANC Youth League, si potrebbe fornire una risposta alla disoccupazione giovanile, alla povertà e alle diseguaglianze presenti nella prima economia del continente. Il Sudafrica, infatti, possiede i più importanti giacimenti di platino, cromo e manganese del mondo, che in caso si statalizzazione sarebbe gestiti direttamente da Pretoria.

Ma il mondo finanziario venderà cara la pelle: secondo quanto dichiarato all’agenzia Bloomberg da Nic Borain, consulente politico indipendente, «i mercati sono profondamente preoccupati dalla possibile ondata di nazionalizzazioni». Da parte sua, va ricordato tuttavia che il governo ha ribadito a più riprese che l’idea di rendere pubblico il sistema bancario non è nel suo programma: l’accelerazione chiesta dal primo partito sudafricano, però, potrebbe imporre il tema nell’agenda politica dei prossimi mesi.

Anche perché l’ANC ha già chiesto ad una commissione indipendente, composta da economisti, di indicare quale sia il metodo migliore per aumentare il peso dello Stato nei business legati alle miniere. Attenderemo gli sviluppi nei prossimi mesi.