Nasce una startup per risparmiare sul prezzo della benzina

Mettere direttamente in contatto produttore e consumatore ovvero disintermediare. Ecco una delle parole chiave che riassume i cambiamenti che le nuove tecnologie hanno portato nei rapporti fra produttore e consumatore. Grazie a prodotti e servizi di vario genere, è possibile accorciare la filiera, scambiare dritte e suggerimenti con altri clienti, scegliere in maniera più oculata il fornitore, saltare gli intermediari.

Per il momento, il cambiamento ha toccato solo in maniera marginale i distributori di benzina e si è manifestato sopratutto sotto forma di applicazioni che aiutano chi deve fare il pieno a scegliere il punto vendita meno caro. App di sviluppatori indipendenti, come Prezzi Benzina, Pompe Bianche, Prezzi Carburanti, e altre invece messe a disposizione da parte di grandi marchi come Total o Shell.

Visto che in Italia non esistono differenze enormi fra i prezzi praticati dai vari esercenti (tranne forse per quel che riguarda le pompe bianche), questi software hanno per il momento un’utilità tutto sommato marginale. Ma ci sono diversi segnali che indicano che presto le cose potrebbero cambiare anche in questo settore. Le novità più interessanti arrivano, come quasi sempre, dall’America, dove sono già attive alcune startup che promettono di rendere più efficiente ed economico l’acquisto di benzina.

Filld è forse quella con l’idea più originale: propone rifornimento su richiesta, ovunque e in qualsiasi momento. Si parcheggia l’auto, si lancia l’applicazione che geocalizza il punto esatto in cui si trova il mezzo, si invia la richiesta. Basta lasciare il tappo del serbatoio aperto e impostare il momento della giornata in cui si vuole ricevere il carburante. Un camion passerà all’ora indicata e farà benzina, in cambio di una commissione di 7 dollari (oltre al prezzo del carburante). (Ndr: questa del tappo del serbatoio aperto vogliamo vederla in Italia….)

Non economico, ma ideale- assicura il fondatore Scott Hempy – per chi non vuole perdere tempo prezioso recandosi in una stazione; e per chi ha soldi in abbondanza ed è sempre alla ricerca dell’ultima novità tecnologica, come i dipendenti delle grandi multinazionali della Silicon Valley, dove infatti l’esperimento è partito. Per il momento, Filld è disponibile solo a Palo Alto, Menlo Park e Redwood City.

MyGallons serve invece per tutelarsi dai periodici aumenti del prezzo dei carburanti. Funziona un po’ come i futures in Borsa: acquisti oggi a prezzo bloccato il bene (in questo caso, la benzina) e puoi esercitare l’opzione in un secondo momento, quando le condizioni di mercato sono mutate.

Almeno un pochino, più' di tanto e' difficile!

Sembra l’uovo di Colombo, tuttavia le cose sono un po’ più complicate di quanto potrebbe apparire a un primo sguardo. Prima di tutto perché, affinché il servizio sia davvero conveniente, bisogna acquistare grandi quantità di benzina in anticipo (e sperare che il prezzo vada su) e non tutti hanno le risorse per anticipare i soldi. Poi MyGallons prevede tutta una serie di commissioni – dalla membership annuale al costo per ogni transazione – che fan sì che il divario di prezzo fra pre-acquisto e esercizio dell’opzione deve essere davvero significativo, perché il gioco valga la candela.

Per il momento, quindi, sia Filld che MyGallons sono due idee interessanti, che merita tenere d’occhio per capire come il settore potrebbe cambiare, ma entrambi hanno bisogno di diversi aggiustamenti prima di poter offrire davvero un’alternativo. Più a breve termine, i cambiamenti si vedranno probabilmente nelle modalità di pagamento. Una startup italiana, SatisPay, ha stretto un accordo con Total per consentire il saldo via smartphone. Nel Regno Unito, da Shell si paga con PayPal. In Spagna e Portogallo, con Automatric per fare il pieno all’auto basta un Pin.

Fonte: La Stampa – autore: F_Guerrini

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