Mitsubishi UFJ Morgan Stanley taglia migliaia di posti di lavoro

Ancora una volta sono soprattutto i lavoratori a pagare il prezzo dell’instabilità dei mercati globali. Lo dimostra, fra gli altri, il caso di Mitsubishi UFJ Morgan Stanley Securities Co., che nei prossimi mesi potrebbe tagliare 1.300 posti di lavoro.

Tale gruppo è una joint venture tra il gruppo finanziario giapponese Mitsubishi UFJ e il colosso bancario statunitense Morgan Stanley. Costituita nel mese di maggio del 2010, si inserisce in un’alleanza strategica intrapresa a partire dal 2008, quando la più grande holding bancaria giapponese ha acquisito per 9 miliardi di dollari una quota del 21% di Morgan Stanley.

Il suo piano di riduzione del personale è già iniziato nei mesi scorsi, con un programma di pensionamenti anticipati al quale hanno aderito 270 persone. Ad agosto il Ceo Toshiro Toyoizumi ha annunciato l’avvio di un altro ciclo di pre-pensionamenti. Sembra che ad aderire saranno molte più persone rispetto a quanto era stato previsto. Quindi, la forza lavoro potrebbe ridursi di circa 1.300 unità: pari a circa il 20% del totale (che a marzo era di 6.600 dipendenti).

E non si tratta certo dell’unico colosso finanziario giapponese a optare per la riduzione della propria forza lavoro. Nomura Holdings il mese scorso ha annunciato poco meno di 400 licenziamenti. Anche Mizuho Securities inizia questo mese un programma di pensionamento anticipato su base volontaria, che mira a eliminare 300 posti di lavoro; ne verranno tagliati altri 400 entro il mese di marzo del 2012.

Testo ripreso da valori.it