Mirror Trading vietato in Italia dalla Consob

L’Autorità di Vigilanza sui Mercati e gli Intermediari finanziari ha richiamato una decisione della European Securities and Markets Authority (l’Autorità Europea), stabilendo che lo svolgimento dell’attività di esecuzione automatica dei segnali di trading (definita nella prassi operativa come “auto-trading” o “mirror trading”) si configura come un servizio di consulenza finanziaria e di gestione di portafogli (Articolo 4(1)(9) della direttiva 2004/39/CE, MiFID).

In particolare si tratta dell’automatica esecuzione di segnali di trading (acquisto/vendita di strumenti finanziari) proposti da soggetti terzi (cd. “fornitori di segnali”), senza che il cliente debba ulteriormente intervenire in fase di trasmissione della decisione di investimento all’intermediario negoziatore.

Questo chiarimento di fatto stabilisce che il Mirror Trading non potrà essere offerto da chi non è abilitato alla gestione. “Ove invece non sia prevista l’esecuzione automatica dei segnali di trading, il servizio offerto potrà semplicemente integrare la prestazione del servizio di consulenza in materia di investimenti, ovvero la diffusione di raccomandazioni generalizzate, a seconda dell’interazione tra prestatore e cliente”. Viene quindi concesso un lasciapassare per il Pop Up Trading o l’Alert Trading.

Tornando al Mirror Trading, lo schema operativo prevede che il fornitore del servizio, attraverso una piattaforma web accessibile al pubblico, raccolga i segnali operativi proposti dai trader selezionati dal cliente e ne assicuri l’esecuzione automatica in virtù di una specifica autorizzazione a operare per conto di quest’ultimo nei confronti del negoziatore prescelto.

Il potere-dovere del prestatore del servizio di tradurre in operatività i “consigli” resi dai fornitori di segnali, riscontrato nello schema operativo in oggetto, integra però un’attività di gestione, su base discrezionale e individualizzata, di portafogli di investimento nell’ambito di un mandato appositamente conferito dal cliente.

Di conseguenza, conformemente alle espresse indicazioni rese dall’Esma, tutti i soggetti che intendono prestare professionalmente il servizio di esecuzione automatica di segnali di trading nei confronti del pubblico (italiano) devono essere dotati della necessaria autorizzazione rilasciata dalle competenti Autorità e rispettare le pertinenti regole di condotta.

In tale contesto, l’Esma ha altresì chiarito che la riconducibilità di tale attività al servizio di investimento della gestione di portafogli non viene meno ove sia prevista la possibilità per il cliente di fissare a priori specifici parametri per le successive negoziazioni (come ad esempio l’importo che intende investire o la perdita massima tollerata)

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