Milano capitale delle startup e dei professionisti sotto i 35 anni

Di quale nazionalità siano, poco importa. Perfino il settore non è fra i parametri fondamentali, basta che l’ azienda si sia iscritta al registro delle imprese dopo l’11 gennaio 2011 o sia disposta a farlo entro tre mesi dall’eventuale selezione. Quanto ai professionisti, dagli avvocati ai giornalisti passando per operatori finanziari e web designer, è necessario che siano under 35, laureati e, dove occorra, iscritti agli Ordini di competenza.

Quel che davvero serve, invece, è che entrambe le categorie abbiano intenzione di basare la propria sede strategica a Milano e concorrano con idee originali. A supportarle con formazione, tutoring e accompagnamento allo sviluppo del business ci penserà   Speed Mi Up-Officina di imprese e professioni, un nuovissimo incubatore promosso dall’ Università Bocconi, dalla Camera di commercio e dal Comune di Milano.

C’è però da sbrigarsi: il primo bando scade il 29 marzo. Ne usciranno cinque imprese in erba e dieci professionisti. Non doveste fare in tempo, ci sarà un’altra opportunità: ogni anno saranno infatti emessi due bandi, per un totale di dieci start-up e 20 professionisti con partita Iva, che potranno rimanere nell’incubatore fino a due anni, per una presenza massima contemporanea, a regime, di 20 imprese e 40 professionisti con partita Iva. Una delle iniziative più imponenti del momento nel settore.

Speed Mi Up rientra nell’Accordo per il sostegno a occupazione e imprenditorialità firmato dalla Camera di commercio e da palazzo Marino. Oltre che come incubatore classico, l’obiettivo della nuova creatura è quello di migliorare l’integrazione tra imprese e mondo delle professioni. Per concorrere basta registrarsi su Speedmiup.it, presentare il materiale (pitch video, curriculum vitae, business plan) e spedire la ricevuta della domanda alla Camera di commercio.

Il programma in palio è davvero a 360 gradi: ciascuno dei selezionati avrà infatti a disposizione un advisory board appositamente costituito e comprendente esperti del relativo settore di attività, una piattaforma di cooperative social networking per videoconferenze, meeting, condivisione documenti, un sistema di gestione aziendale online, un servizio virtuale di segreteria, il supporto per accedere a finanziamenti agevolati nonché servizi in materia di innovazione, ricerca scientifica e internazionalizzazione forniti dalle aziende speciali della Camera di commercio. Non meno importante, il supporto allo sviluppo da parte dei centri di ricerca della Bocconi.

La sede iniziale sarà proprio nell’ateneo milanese, in via Gobbi, in attesa della ristrutturazione di un immobile di via Cilea mentre sarà aperto anche uno spazio di incontro in via Bottego, StartBugs, sorta di talent garden dell’iniziativa, luogo informale dove i vari componenti delle start-up potranno incontrarsi e scambiarsi idee, spunti e proposte. Palazzo Affari ai Giureconsulti sarà invece messo a disposizione dalla Camera di commercio come sede di rappresentanza. “ Con Speed Mi Up – ha detto Andrea Sironi, rettore della Bocconi – l’università intende calare la propria conoscenza nella realtà, disseminarla presso un pubblico ampio, costituito in questo caso dall’intera comunità milanese, e contribuire allo sviluppo locale”. Gli ha fatto eco Alberto Meomartini, presidente del consorzio Speed Mi Up e vice presidente della Camera di commercio di Milano: “ La Camera di commercio è impegnata nel sostegno ai giovani e alle idee innovative, che rappresentano un fattore centrale di competitività del nostro sistema economico e produttivo. Milano, in particolare, rinnova ogni giorno la sua vocazione imprenditoriale agendo sulla creatività, sulla capacità innovativa e l’adattabilità ai mercati delle risorse umane. Questo progetto è di fatto una nuova  infrastruttura a disposizione delle imprese, a partire dalle  start-up e dai giovani professionisti”.

 

Articolodi Simone Cosimi, ripreso da wired.it