Manifesto delle imprese italiane per salvare l’Italia

Un manifesto in 5 punti, un’agenda di proposte per ricompattare il fronte delle parti sociali nel pressing sul governo, e per lanciare ancora un ultimatum. Serve un confronto serio, misure per lo sviluppo subito, chiede ancora Confindustria, che avverte: concretezza o stop al dialogo con l’esecutivo.

“Non saremo più disponibili, scindiamo le nostre responsabilita”, dice la leader degli industriali, Emma Marcegaglia, che da Firenze preannuncia un “Manifesto delle imprese per salvare l’Italia”. Una piattaforma, che verrà inviata a Palazzo Chigi ed alle altre parti sociali, per ridare forza alle richieste al governo e per rinsaldare la cordata imprese-sindacati che si è presentata ampia e compatta ad inizio agosto per poi incrinarsi nelle strettoie dei risicati margini di confronto sulla manovra economica.

Emma Marcegaglia ha presentato la sua strategia giovedì alla riunione di giunta dell’associazione degli industriali, incassando un mandato forte ad andare avanti su questa strada.

Il segretario della Cgil Susanna Camusso garantisce la disponibilità a cercare “un fronte comune” anche se restano distanze su singoli temi, “tante ricette diverse”, posizioni spesso inconciliabili. Sono le mine sul percorso per una difficile ricerca di unità, come sulle pensioni: “strada sbagliata”, ribadisce la sindacalista; mentre è uno dei 5 punti del manifesto degli industriali, che chiedono una riforma “che ci metta in linea con gli altri Paesi europei”. Continua poi il pressing per la riforma fiscale, al primo posto nel manifesto degli industriali: “Abbassare le tasse a chi tiene in piedi il Paese, lavoratori e imprese.

Poi privatizzazioni, liberalizzazioni, infrastrutture. Quello che gli industriali chiedono da lungo tempo. Per la Uil sarebbe “una buona base di partenza” la piattaforma in 8 punti presentata dalle parti sociali, tutte insieme, ad agosto: se Confindustria non si limita “a generici auspici, ad una lista dei desideri”, Luigi Angeletti garantisce che sarà “un interlocutore molto disponibile”. Di tutt’altro tenore i commenti che trapelano da ambienti di Governo, che parlano di una Marcegaglia oramai inarrestabile.

Occhi puntati, ora, sul prossimo incontro al tavolo per lo sviluppo, al ministero dell’Economia, mercoledì. A Firenze, ad un convegno sull’economia in Toscana, Emma Marcegaglia insiste: “Noi vogliamo una vera discontinuità e la vogliamo velocemente: basta con le piccole cose, non siamo più disponibili a stare in una situazione di stallo”

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