L’Irlanda ha deciso di non toccare i privati che detengono obbligazioni bancarie

Gli obbligazionisti di Anglo Irish Bank possono tirare un sospiro di sollievo. Il ministro delle Finanze irlandese, Michael Noonan, ha annunciato un dietrofront nella strategia del governo, che finora aveva ipotizzato di scaricare sui privati una parte delle perdite.

A convincerlo a questo cambiamento di rotta è stato un colloquio col presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet, che si è sempre schierato contro quest’ipotesi. E che – stando a quanto ha riportato lo stesso Noonan – ha puntato l’attenzione sulla performance piuttosto buona dello Stato irlandese nel corso dell’estate. Paventando l’ipotesi per cui un coinvolgimento dei privati potrebbe far vacillare nuovamente la fiducia dei mercati, facendo perdere all’Irlanda il terreno che ha riguadagnato finora. A giugno, solo a seguito dell’annuncio, Standard & Poor’s aveva immediatamente tagliato a CCC il rating di Anglo Irish, nazionalizzata due anni fa con un’operazione costata al Tesoro irlandese 29,3 miliardi di euro.

Dopo il colloquio con Trichet, Noonan ha spiegato ai giornalisti che l’ipotesi di coinvolgere gli obbligazionisti, oltretutto, potrebbe garantire benefici troppo ridotti se confrontati con le possibili ripercussioni sui mercati. «La somma detenuta in titoli obbligazionari non garantiti ammonta solo a poco più di tre miliardi di euro – ha dichiarato –. Anche ipotizzando un qualche genere di partecipazione volontaria, si potrebbe raggiungere la cifra di 100 milioni». E «nessuno rischierebbe la reputazione per questo». A questo punto, l’esecutivo di Dublino dovrà studiare una nuova strategia. Per ora, l’obiettivo dichiarato è quello di non pesare ulteriormente sui contribuenti.

Articolo ripreso da valori.it