I limiti alla remunerazione dei promotori finanziari

promotore-finanziarioLa Consob comunica all’Esma (European Securities and Markets Authority) la propria conformità agli orientamenti emanati a giugno 2013. A partire da mercoledì 29 gennaio 2014, gli intermediari devono apportare le modifiche alle politiche di remunerazione eventualmente necessarie per conformarvisi sottoponendole, quando previsto dalla richiamata disciplina prudenziale, all’assemblea dei soci.

Gli orientamenti, si legge nel documento congiunto Consob-Bankitalia, sono finalizzati a promuovere “una maggiore convergenza nell’interpretazione e negli approcci di vigilanza degli obblighi riguardanti i conflitti di interesse e il comportamento previsti dalla direttiva MiFID in materia di retribuzione”.

Essi forniscono indicazioni e chiarimenti in tema di definizione delle politiche e delle prassi di remunerazione nel contesto delle regole di condotta e degli obblighi in materia di conflitto di interessi previsti dalla MiFID, richiamando, in particolare, l’attenzione degli intermediari sulla necessità di orientare le stesse secondo criteri in grado di assicurare il perseguimento del miglior interesse dei clienti.

Gli orientamenti si applicano alle SIM, alle imprese di investimento extracomunitarie, alle succursali di imprese di investimento comunitarie, alla società Poste Italiane – Divisione Servizi di Banco Posta, agli agenti di cambio iscritti nel ruolo di cui all’articolo 201, comma 7, del TUF, nonché, limitatamente alla prestazione dei servizi e attività di investimento, agli intermediari finanziari iscritti nell’albo previsto dall’art. 106 del TUB, alle banche italiane, alle succursali di banche comunitarie, alle banche extracomunitarie e alle SGR.

Per i soggetti che sono destinatari anche delle disposizioni prudenziali in materia di remunerazione e incentivazione emanate dalla Banca d’Italia, l’attuazione degli orientamenti ESMA è effettuata in modo da assicurare in ogni caso anche il pieno rispetto di quanto previsto da tali disposizioni prudenziali, con riferimento a tutto il “personale”.

In particolare, nell’ambito del processo di definizione delle politiche e prassi di remunerazione, i competenti organi aziendali degli intermediari dovranno condurre le valutazioni richieste dalle linee guida ESMA per garantire che il sistema retributivo assicuri il perseguimento del miglior interesse dei clienti.

 

Articolo di Alessandro Chiatto – ripreso da advisoronline.it

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