Le nuove tecnologie arrivano anche in banca (si, ma quali?)

Come sarà la realtà tra qualche anno? I big del settore stanno scommettendo che ce saranno tre, intrecciate tra di loro: reale, virtuale e aumentata. Le differenze sono sostanziali: mentre la realtà virtuale mira a creare un “universo” accessibile all’osservatore o condiviso con altri separato dalla realtà reale, la realtà aumentata sovrappone a quest’ultima “cose” (immagini, tag, suoni) generate dal computer, visualizzate tramite strumenti tecnologici.

I dispositivi che rendono possibile tutto questo invece sono più o meno gli stessi: indossi uno strano paio di occhiali o un casco, ed eccoti a visitare il Gran Canyon dalla fiera BIT a Milano. Se metti anche dei guanti o una cyber tuta, con un sistema di input, riesci a trasmettere comandi, movimenti e digitare su tastiere virtuali. In realtà queste tecnologie non sono del tutto nuove. Nel 1962 Morton Heiling inventava il Sensorama, un dispositivo che, oltre a proiettare immagini coinvolgeva udito, olfatto e tatto. Nel ’68 invece nasceva il nonno dei Google Glass, ma il dispositivo era talmente pesante che doveva essere sorretto dal soffitto.

Mentre gli utilizzi futuri per ora vanno ben oltre l’immaginazione di chi non è un grande esperto in materia, per ora possiamo riportarvi degli esempi di applicazioni nel mondo attuale. Nelle profumerie di Sephora possiamo specchiarci e vedere, senza provare, quale colore di ombretto si adatta meglio a un a un occhio verde e un abito corallo.

Possiamo acquistare con Amazon fotografando un oggetto e mettendolo nel carrello del supermercato online più famoso del web. O ancora passeggiare per una città sconosciuta e vedere sulla mappa del nostro smartphone i cartelli che indicano le attrazioni turistiche fornendo informazioni, storiche, gli orari di aperura e altro ancora. Oppure possiamo essere alla fermata dell’autobus di Oxford Street e vedere navicelle di alieni che atterrano sulla terra, oppure una tigre che passeggia sul marciapiede. Allucinazioni ? No, solo una geniale trovata pubblicitaria della Pepsi Cola che proiettava tramite uno schermo la continuazione del marciapiede e immagini fantascientifiche di una realtà aumentata perfettamente sovrapposte.

I colossi dell’informatica, dei social, della tecnologia sono in fase di ricerca e sviluppo su realtà virtuale e realtà aumentata. Mark Zuckenberg ha la convinzione che questa tecnologia possieda il potenziale per diventare la prossima grande evoluzione della computazione, seguendo la transizione dal desktop ai dispositivi mobili, così ha acquistato Oculus VC, una società americana di tecnologia di realtà virtuale che scommette diventerà “la piattaforma più social mai vista”. E noi riusciremo a condividere con i nostri amici intere esperienze e avventure.

Così, mentre lui pensa a un utilizzo ludico e social, ma con evidenti potenzialità, per esempio, di e-commerce, altri si focalizzano su utilizzi che puntano all’utilità quotidiana. Alcuni vedono un potenziale per riunioni di business immersive, altri immaginano visite mediche a distanza, altri ancora viaggi esotici dal divano di casa.

Ma vi starete chiedendo: e in ambito finanziario? Ovviamente ci sono delle applicazioni anche qui. La realtà aumentata in genere viene utilizzata in tutte quelle situazioni in cui è necessario e utile migliorare la situational awareness, ossia la consapevolezza della situazione in cui l’utente si trova. L’idea è nata in ambito militare (prima sugli aerei e i sottomarini, ma oggi anche a livello di singolo soldato), ma per esempio un trader può percepire fenomeni complessi più rapidamente e prendere decisioni più tempestive se gli indicatori finanziari gli vengono presentati in modo immersivo, utilizzando rappresentazioni grafiche ma anche acustiche.

I dispositivi consentono di visualizzare – o meglio percepire, dato che oltre alla vista, sono altri i sensi coinvolti – grandi quantità di dati che descrivono fenomeni complessi rendendoli più concreti e di più immediata comprensione.

Esistono per esempio applicazioni che servono ad analizzare l’evoluzione in tempo reale un sistema economico o a valutare il livello di rischio di una posizione di mercato calcolandola attraverso una serie di algoritmi e parametri. Se il sistema scopre che la posizione ha superato, o sta superando, un certo limite, comincia a dare l’allarme, per esempio a emettere un suono minaccioso e non smette finché la posizione non è sistemata. Una realtà virtuale che è basata, questa volta, su una dati reali che però rappresentano una realtà astratta.

Un esempio di una piattaforma sperimentale di realtà aumentata nel finance è CYBERII che permette di interagire con guanti e occhiali, nel mondo del trading dei titoli. L’utente è il dealer finanziario e i buyer e i seller che si presentano sul mercato (entrano nel book, in termine tecnico) sono rappresentati da palline di diversi colori che aiutano l’utente a calibrare le sue azioni sulla base della rappresentazione sensoriale immediata della situazione potenziale di domanda ed offerta.

Sul piano del retail, un caso interessante è invece rappresentato da quelle app che permettono di vedere sul proprio smartphone, attraverso tecnologia di realtà aumentata, dove sono gli sportelli automatici per prelevare. Punto lo smartphone con l’app attivata e sulla scena ripresa dalla telecamera vengono proiettate le indicazioni per raggiungere il bancomat più vicino. Un’app di questo tipo molto semplice da usare è quella di Royal Bank of Canada. Ma la offrono anche ING e la spagnola Bankinter.

La realtà aumentata ha un ruolo anche all’interno di una agenzia bancaria. Invece di investire sul digital signage, ossia sulle affissioni digitali, basati su schermi piatti ad alta definizione, attraverso una app installata sullo smartphone ogni poster o manifesto della banca, riconosciuto in automatico, può trasformarsi in un’affissione digitale sul display del telefono. Non è più nemmeno necessario passare attraverso il sempre più diffuso QR Code. US Bank, una banca regionale americana, ha inserito questa funzione nella sua app di ricerca automatica di bancomat, per il resto simile a quella già ricordata di RBC e altri.

Se trovare un bancomat o un’agenzia può sembrare un’applicazione banale, che ne direste di un’app che, puntando il telefono in una certa via, indica le case in vendita, reperendole su vari database online, e sovrappone tag con caratteristiche, prezzo, e, udite udite, le offerte di mutui disponibili dalla banca che ha realizzato l’app. Fantascienza ? No, la offrono già due banche australiane (Commonwealth Bank of Australia e St.George Bank) e la Halifax, una divisione dei Lloyds di Londra.

Non sappiamo ancora come sarà il mondo in cui vivremo, speriamo solo di essere in grado di distinguere una realtà dall’altra!

 

Testo ripreso dal sito icbpi.it

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