Le banche servono per garantire la mobilita’ sociale

Dovrebbe ormai essere chiaro a tutti che se non si fanno ripartire le industrie, e in particolare le PMI, il nostro sistema socio-economico così come lo abbiamo conosciuto, è destinato a finire. Eppure pochi capiscono realmente quali politiche attuare e come rimettere in moto una macchina in agonia. Ci hanno provato ministri banchieri e ministri economisti, ci hanno provato ministri politici e sindacalisti: nessuno è riuscito ad incidere sul declino. Nessuno di loro ha capito che il problema è emozionale.

Per poter dare una ricetta, proviamo allora a capire non solo come nasce una impresa, ma anche quale è il suo ruolo all’interno della società. Sono cresciuta in un paese nato attorno ad una grande industria e, quando ero piccola, ancora vi era una grande differenza fra operai, dirigenti e direttori. Ognuno viveva in aree diverse del paese e in alcune particolari riunioni non era ammessa la contaminazione sociale. Eppure questo sistema non era come quello delle caste indiane. Si poteva passare da una casta ad un’altra attraverso quelli che potremo definire “ascensori sociali”.

Gli ascensori erano rappresentati dalla bravura delle persone all’interno delle linee produttive, ossia nella capacità di aumentare la competitività della produzione. Questo significava che ai vertici delle industrie c’erano tecnici ed esperti del settore in cui queste operavano. Gli esperti finanziari erano svolgevano un ruolo importante (garantivano le relazioni con le banche) ma non avevano preso il sopravvento e rimanevano in secondo piano rispetto al ruolo di coloro che “sapevano fare”. Un altro destino, poi, si apriva per coloro che “sapevano fare” e che “sapevano sognare”: diventare essi stessi piccoli imprenditori.

Per loro l’ascensore sociale si fermava ad un altro piano. Infatti, nelle grandi linee produttive, i tecnici più bravi e intraprendenti spesso si staccavano e creavano una piccola impresa autonoma che aveva come primo cliente proprio la grande industria dalla quale derivavano. In questo modo sono nate molte delle PMI che hanno poi contribuito a distribuire ricchezze e opportunità ad un numero sempre maggiore di persone. Una impresa non nasce da una tesi alla Bocconi ma da una visione di un individuo, qualcuno che poi è disposto a spendere gran parte del suo tempo e delle sue risorse (fisiche, mentali ed economiche) per realizzare la sua visione. Dobbiamo però ricordare che l’essenziale per questo passaggio di caste e per la creazione di PMI, è l’accesso al credito agli imprenditori e ai sognatori. E per questo le banche le abbiamo già definite come il primo Bene Comune Sociale.

Quello di cui abbiamo bisogno, quindi, è un nuovo stile nelle banche (ossia che segua il vecchio stile del passato in cui le banche erano pubbliche e svolgevano una funzione pubblica) e la capacità di ridare praterie in cui correre a tutti i tecnici che voglio realizzare un sogno senza mettere loro recinzioni e ostacoli che li fermino vicino la partenza o che gli impediscano di vedere la prateria.

 

Autore: Claudia Bettiol, fonte: tiscali.it

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