Le banche potrebbero lasciare l’Europa e spostarsi in Asia

Un nostro commento alle affermazioni che seguono: ma figuriamoci :-) Sono alla canna del gas e stanno solo cercando di alzare un po’ il prezzo del loro salvataggio prima della nazionalizzazione.

La crisi impone ai regolatori internazionali di studiare nuove norme per gli istituti operanti nel Vecchio Continente. Ma, secondo quanto dichiarano alcuni esponenti del settore all’agenzia Bloomberg, non sarebbero pochi i colossi bancari a passare al contrattacco: scegliendo, per tutta risposta, di migrare altrove.

Sarebbe il caso, fra gli altri, di Nomura Holdings, HSBC e UBS AG. Che starebbero studiando le soluzioni necessarie per veicolare parte dei loro business tramite società che hanno sede legale in altri Paesi, nei quali vengono richieste meno tasse e requisiti meno onerosi in termini di capitalizzazione e liquidità. Le attività offshore (di norma a Hong Kong e Singapore) potrebbero così raggiungere la quota del 30% sul valore totale delle transazioni degli istituti. Il tutto, è evidente, a discapito delle tradizionali piazze finanziarie. Che non solo perderebbero il proprio ruolo di cardine dei mercati globali, ma soprattutto vedrebbero svanire rilevanti introiti fiscali. Inclusa – se venisse approvata – la tassa sulle transazioni finanziarie per la quale Angela Merkel e Nicolas Sarkozy hanno recentemente manifestato un’importante apertura.

C’è da dire, comunque, che non è il primo caso in cui si diffondono voci di questo genere. E, finora, la realtà dei fatti si è rivelata ben diversa. Basti pensare a quando, nel 2010, il governo britannico ha imposto una tassa del 50% sui bonus bancari superiori alle 25 mila sterline. Anche all’epoca le banche avevano minacciato un esodo di massa verso Paesi dal regime fiscale più favorevole. Una possibilità che, ad ogni modo, non si è verificata. Anzi: le entrate fiscali derivanti dagli istituti di credito (superiori ai 2 miliardi di sterline) sono state un toccasana per l’esecutivo di Londra, che le ha utilizzate per finanziare gran parte delle misure di stimolo economico necessarie per far fronte alla crisi.

Articolo preso da valori.it

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