Le banche italiane nel mirino delle agenzie di rating

Un corto circuito fra alti spread sul debito italiano, costi di rifinanziamento più alti per banche e imprese, rallentamento dell’economia.

L’agenzia Standard and Poor’s, traccia un quadro difficile per le banche italiane nei prossimi anni e taglia il rating di 24 istituti fra cui nomi di primo piano quali Mps, Ubi, Banco Popolare ma ne conferma 19 fra cui Intesa Sanpaolo e Unicredit. S&P paventa, al pari di altri soggetti economici e di impresa, un rischio di stretta sul credito nel breve medio termine dovuto appunto a un funding più caro. Un meccanismo che il governo italiano dovrebbe scongiurare, scrive l’agenzia, attraverso «misure fattibili di aumento della crescita e nel portare avanti una più veloce riduzione del peso del debito dovuto al settore pubblico».

L’agenzia rileva come «il costo del funding aumenterà notevolmente a causa dei maggiori spread sul debito sovrano italiano». Per questo ci si attende un maggiore costo di finanziamento per banche e imprese che «porterà a condizioni di credito più rigide e un rallentamento dell’attività economica nel breve-medio termine».

Una situazione «non di breve respiro o facilmente reversibile» e che porterà gli istituti di credito italiani a misurarsi con i rivali dell’eurozona in condizioni di svantaggio. Per il settore è previsto un aumento del costo della raccolta e un calo della redditività nei prossimi due anni.

L’agenzia ha così tagliato il rating di Mps (da A- a BBB+), Banco Popolare (da A- a BBB), Ubi Banca (da A ad A-), Banca Popolare di Milano (da A- a BBB+), Banca Carige (da A- a BBB+). Confermati i rating di Intesa Sanpaolo e Unicredit (entrambi A) per la quale la diversificazione «probabilmente potrà attenuare l’effetto del deterioramento del contesto economico e operativo in Italia sulla performance finanziaria del gruppo». Stabili anche Bnl (A+) e Mediobanca (A).

Giù i rating di Popolare Emilia Romagna, Popolare Vicenza, Credito Emiliano, Veneto Banca, Cassa Risparmio Teramo (al livello BB+ ‘spazzaturà), Iccrea, Caricento, Popolare Alto Adige, Banca di Bologna, Agos Ducato, Farmafactoring, Mediocredito Friuli, BancaSai.

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