La Slovenia sull’orlo della bancarotta attenzione a chi vuole aprirci la propria societa’

Cambio della guardia al governo della Slovenia, mentre il Paese annaspa a causa della recessione.

Il primo ministro Janez Jansa è stato estromesso dal suo incarico con un voto di sfiducia del Parlamento per la difficile situazione economico-finanziaria che attraversa il Paese dell’Europa centrale frutto di una depressione economica, aggravata da accuse persistenti di corruzione nei confronti del premier. Jansa sarebbe stato accusato di essersi intascato ben 210mila euro per non pagare le tasse. La mozione di sfiducia nei confronti di Jansa è stata presentata dall’opposizione di centrosinistra, retta da Alenka Bratusek (42 anni – nella foto) e incaricata di formare ìl nuovo esecutivo.

Ora la Bratusek dovrà adoperarsi per risolvere due compiti urgenti e collegati indissolubilmente tra loro. Il primo sarà quello di ottenere l’assenso di una coalizione attorno a un programma anticrisi, mentre il secondo, dovrebbe servire ad evitare il ricorso a un “salvataggio” europeo.

La prima donna designata premier della Slovenia indipendente, nelle dichiarazioni rilasciate dopo il voto del Parlamento che l’altra sera le ha affidato il mandato, si è detta assolutamente fiduciosa, sottolineando che non si verificherà in Slovenia uno scenario come quello greco. Ma sarà proprio così? I compiti che attendono il nuovo premier sono assolutamente impegnativi. Si inizia con la riforma del sistema bancario in grande difficoltà per aver maturato circa 7 miliardi di euro di debiti.

Di cui almeno 2 miliardi matureranno nella metà del 2013, aggiungendo ulteriori complicazioni economico-finanziarie, poiché l’usura internazionale e i suoi affezionati speculatori non perdonano e potrebbero scatenarsi contro il piccolo Paese dei Balcani occidentali. Sarà necessario naturalmente evitare di trasformarsi nel sesto Paese dell’Eurozona a chiedere un prestito ai Signori del danaro. A questo si aggiungono gli obblighi con Bruxelles, i cui tecnocrati della Commissione Ue hanno rilevato già lo scorso anno nelle loro raccomandazioni specifiche per il Paese, che la Slovenia non aveva intrapreso riforme strutturali importanti nel 2011.

Per l’esecutivo comunitario inoltre il Paese ha proseguito il suo cammino senza un bilancio pieno fino a metà maggio dello scorso anno “creando incertezza, in particolare sul raggiungimento dell’obiettivo di deficit per il 2012”. Le misure di austerità decise dal governo Jansa non sono passate anche per la forte opposizione popolare e sindacale che ha dato filo da torcere a un esecutivo dotato di un’esigua maggioranza.

“Oggi per il Paese si delinea uno spartiacque”, ha affermato il nuovo premier dopo la votazione, terminata con 55 deputati favorevoli alle dimissioni di Jansa e 33 contrari. Il cambio di guardia, dal centrodestra al centrosinistra, arriva a poco più di un anno dalle elezioni anticipate vinte dal partito della Bratusek, “Slovenia positiva”, ma che hanno visto poi Jansa arrivare al governo poiché il leader del partito, Zoran Jankovic, non era riuscito a formare una coalizione in grado di governare con una maggioranza sicura. Lentamente la situazione del Paese si è andata aggravando.

La piccola ex Repubblica jugoslava è afflitta da una crisi economica molto grave, con un sistema bancario praticamente nel caos e un tasso di disoccupazione di poco superiore al 12 per cento. Colpita da una profonda recessione, l’economia della Slovenia dovrebbe contrarsi più di quella di altri Stati membri dell’Unione europea, ad eccezione naturalmente di Grecia e Cipro. Ma il futuro che aspetta la Slovenia non dovrebbe essere da meno dopo aver visionato i dati. Gli scandali e i problemi economici con il governo di minoranza di Jansa hanno praticamente raggiunto il culmine gettando il Paese nel caos. E da qui a breve la situazione economico-finanziaria potrebbe ulteriormente complicarsi, trasformando la crisi slovena ai livelli di quella ellenica. Da parte sua la Bratusek promette crescita e lavoro, ma la bufera dei conti pubblici è dietro l’angolo.

Fonte: rinascita.eu  Autore: Andrea Perrone