La Regione Veneto finanzia una storica strada per rilanciare Campo di Brenzone

chiesa-oratorio-storico-campo-di-brenzoneDalla Regione soldi in arrivo per la viabilità di Campo. A pochi giorni dalla seduta in cui il Consiglio di Brenzone ha approvato il preliminare che farà diventare di proprietà del Comune terreni e abitazioni del borgo diroccato, da Venezia arrivano già buone notizie. E soprattutto un primo aiuto concreto.

Su proposta dell’assessore al bilancio, Maria Luisa Coppola, la giunta ha stanziato infatti pochi giorni fa 633mila euro per sistemare la viabilità d’accesso alla piccola frazione medievale.
Sospeso a metà tra il blu del «Benacus marinus» di virgiliana memoria e quello del cielo del Baldo, e immerso nel verde degli oliveti e della macchia mediterranea pedemontana, oggi Campo è accessibile soltanto attraverso una stradina in parte carrabile. Ben presto, la stessa, si trasforma in una antica e stretta mulattiera che dà accesso, esclusivamente a piedi, all’abitato.

Sulla mulattiera, però, l’amministrazione non intende affatto intervenire, proprio per salvaguardala e valorizzarla anche in prospettiva futura. Come fare, quindi, per creare una via d’accesso per i mezzi che dovranno portare il materiale e il necessario a ristrutturare completamente ciò che ancora è in piedi nella frazione e salvaguardare il territorio?

«Realizzeremo una via di accesso minima», anticipa l’assessore ai lavori pubblici, Davide Benedetti. «Non avrebbe senso parlare di recupero e valorizzazione se già si cominciasse col distruggere ciò che di buono ancora c’è».

A fronte di un progetto viabilistico da 760 mila euro presentato dal Comune a Venezia, la Regione ha dunque allargato i cordoni della borsa. Tanto che mancano ora «solo» poco meno di 130 mila euro per avere quanto necessario per dare seguito alle idee con la necessaria copertura finanziaria.
Interessanti le motivazioni esposte nelle premesse della delibera «portata in giunta dall’assessore Coppola con l’interessamento dell’assessore scaligero ai lavori pubblici, Massimo Giorgetti, dato che la Regione ha già aderito alla Fondazione Campo», come precisano dal Comune dell’alto lago.
La Regione ha finanziato solo 19 dei 73 progetti giunti in laguna. Tra questi, appunto, quello di Brenzone.

Sono state dichiarate ammissibili al finanziamento «opere e infrastrutture pubbliche strategiche nei settori dello sviluppo locale, turistico, promozione e diffusione di prodotti tipici, beni culturali, valorizzazione delle risorse paesaggistiche, progetti integrati di riqualificazione urbana con l’obiettivo di miglioramento della competitività economica dei singoli centri urbani».
Insomma: un riconoscimento indiretto del fatto che lo storico borgo, da decenni diroccato, abbia un valore storico-culturale elevatissimo e un potenziale di sviluppo di impatto rilevante per il Comune di Brenzone.

«Campo», prosegue infatti il sindaco, Giacomo Simonelli, «funge da punto nodale attraverso cui sarà possibile creare una interconnessione tra la costa e l’entroterra, fino alla frazione di Prada.

L’ambizione è di valorizzare in chiave turistica il patrimonio esistente, che è costituito da mulattiere secolari, muri a secco e “calchere” (cioè piccole costruzioni tipiche in cui, con una particolare e antica tecnica, si produceva la calce, ndr), salvaguardando comunque il territorio grazie a moderne tecniche di ingegneria naturalistica a basso impatto ambientale».
«Vogliamo offrire la possibilità di apprezzare l’identità del nostro territorio con una rete di percorsi, come ad esempio quello Marniga- Campo- Prada, che consenta al visitatore di partire dal lago, passare attraverso l’oliveto, quindi il bosco ceduo, il castagneto e, in ultimo, raggiungere le cime del Baldo».

La sfida per salvare Campo, insomma, va avanti. E sembra acquistare in dinamicità, dopo anni di discussioni e polemiche. Trattandosi di viabilità, stavolta più che mai, l’amministrazione ha la possibilità concreta di muovere il primo passo. Verso la salvezza di uno dei luoghi più suggestivi del Garda veronese e dell’intera provincia.

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