La legge anti usura bancaria non ha efficacia retroattiva

corte-di-cassazione-roma-sentenza-usura-bancariaLa normativa anti-usura prevista dalla legge 108/1996 non ha efficacia retroattiva e per questo motivo non è applicabile a quei rapporti contrattuali conclusi o risolti prima della sua entrata in vigore. È questo il principio di diritto che la Corte di Cassazione, terza sezione civile, ha ribadito ancora una volta, in materia di usura, con la sentenza n.2821 emessa in data 07/02/2014.
Nel caso di specie, una società, in seguito alla proposizione dell’Istituto di credito di una procedura esecutiva in ragione di un credito costituito da scoperto di conto corrente per lo sconto di cambiali e di due prestiti risalenti al 1990 e al 1991, proponeva opposizione all’esecuzione ed agli atti esecutivi la quale era stata rigettata dal Tribunale di Camerino e, avverso detta decisione, quindi, presentava ricorso straordinario per cassazione.
La Suprema Corte, pur rilevando l’inammissibilità dei motivi di impugnazione con conseguente rigetto del ricorso, ha colto l’occasione per ribadire il principio innanzi riportato che costituisce orientamento consolidato della giurisprudenza di legittimità.
In particolare, la società ricorrente, con uno dei motivi proposti, aveva censurato la sentenza del Tribunale per violazione degli artt. 1418 cc e 1419 cc assumendo che quel giudice non avrebbe considerato che la clausola del contratto relativa agli interessi  si poneva in contrasto, anche se sopravvenuto, con una norma imperativa e, quindi, sarebbe dovuta essere posta nel nulla.
I Giudici del palazzaccio, pur rilevando che con il ricorso sottoposto veniva sollecitato un nuovo giudizio nel merito inammissibile in sede di legittimità, affermano la legittimità della sentenza con la quale era stata rigettata l’opposizione  in quanto  il Tribunale, nel precisare  che i parametri  sulla soglia dell’usura vanno applicati solo ai rapporti in corso al momento dell’entrata in vigore della legge e non a conclusi o rescissi a quel momento, ha fatto corretta applicazione del principio di irretroattività della legge 108/1996.
Si rileva che il rapporto, nella fattispecie oggetto della sentenza, alla data di entrata in vigore della legge 108/1996 si era concluso.
Con la sentenza in commento, infatti, la Corte ha ribadito l’orientamento consolidato dalla stessa affermato secondo cui i criteri fissati dalla L. 7 marzo 1996, n. 108 per la determinazione del carattere usurario degli interessi non trovano applicazione con riguardo alle pattuizioni anteriori alla relativa entrata in vigore, come stabilito dalla norma di interpretazione autentica contenuta nel D.L. 29 dicembre 2000, n. 394, art. 1, comma 1, (conv., con modif., in L. 28 febbraio 2001, n. 24), riconosciuta legittima dal giudice delle leggi.
In conclusione per i rapporto sorti antecedenti all’entrata in vigore all’entrata in vigore delle legge anti-usura è possibile legittimamente incassare interessi superiori al tasso soglia.
Testo a cura della dott.ssa Claudia Simonetti – segnalato da www.expartecreditoris.it

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