La Grecia sempre sull’orlo del fallimento ma la Merkel non si decide a dare l’ultima spinta

L’Europa non ha intenzione di aspettare ancora la Grecia, e convoca un Eurogruppo per oggi: dopo giorni di decisioni rinviate ad Atene ed ultimatum lanciati a Bruxelles, il presidente dell’Eurogruppo Juncker convoca i ministri dell’Economia della zona Euro per oggi alle 18, sperando che per allora il governo greco sia in grado di annunciare l’intesa con i partiti sulle riforme che l’Europa chiede per sbloccare i nuovi aiuti.

La trattativa non è facile e, viste le prime anticipazioni sulla bozza d’accordo, si capisce il perché: è previsto un taglio del 20% del salario minimo e riduzione delle pensioni; migliaia di licenziamenti, 15.000 dei quali nel settore pubblico; fusioni dei fondi previdenziali; privatizzazioni di 6 importanti partecipate per incassare 50 miliardi; tagli alla spesa farmaceutica dall’1,9% al 1,5% del Pil. Ce n’è a sufficienza per spiegare il lungo tira e molla tra il governo greco e la coalizione che lo sostiene. La pazienza dei Paesi dell’Eurozona è finita: la Germania non vuole concedere nemmeno un minuto di più, e si comporta come se tutto dovesse finire bene, lasciando capire che la Grecia non ha altra scelta: «Lo swap dei bond greci è atteso per la prossima settimana, non c’è un piano B per Atene», ha detto il viceministro dell’Economia tedesco, Thomas Steffen, senza menzionare che al momento mancano i presupposti perché l’operazione di sostituzione dei titoli, che aiuterà Atene ad alleggerire il suo debito di 100 miliardi di euro, avvenga davvero.

L’Europa e l’Fmi (oggi anche il Christine Lagarde sarà all’Eurogruppo) vogliono due cose da Atene entro oggi alle 18: l’accordo con i creditori privati sullo “swap” dei titoli (i privati accetteranno nuovi bond perdendo oltre il 70%), e l’accordo con la troika Ue-Bce-Fmi sulla nuova cura di rigore.

Senza entrambi, l’Eurogruppo non potrà dare il via libera ai 130 miliardi di euro necessari ad Atene per scongiurare il default a marzo, quando andranno in scadenza 14,5 miliardi di obbligazioni. Fondi che non bastano comunque più, perchè c’è un “buco” da 15 miliardi da coprire, come conseguenza del deterioramento delle finanze greche. Anche di questo discuterà l’Eurogruppo, chiamando in causa la Bce nella ristrutturazione del debito ellenico.

Per rispettare i Trattati, la partecipazione della Bce avverrebbe attraverso lo scambio di bond greci con bond emessi dal fondo salva-Stati Efsf: l’Eurotower rinuncerebbe così a parte dei profitti su questi titoli comprati a sconto pari a circa 11 miliardi di euro. Un’indicazione potrebbe arrivare dalla riunione dei board di oggi.

L’accordo con i privati sembra già essere chiuso da ieri: oggi, i creditori privati si incontreranno a Parigi per discutere i dettagli tecnici dell’accordo. Dopo le discussioni con il governo di questi ultimi giorni sono pronti a subire perdite per oltre il 70% sul valore nominale dei titoli, e ad accettare una cedola da 3,6% sui nuovi titoli a 30 anni.

Articolo ripreso dalla gazzettadelsud.it

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