La bolla immobiliare delle chiese cattoliche in America

Dopo la crisi dell’immobiliare del 2007, causato dalla speculazioni dei subprime, l’America potrebbe essere vicina alla bolla delle Chiese cristiane.

La situazione degli edifici di culto negli Stati Uniti (malgrado simili esenzioni fiscali), è molto diversa da quella italiana, in ragione soprattutto delle evoluzioni sociologiche delle pratiche religiose a partire dal secondo dopoguerra. Dagli anni 50, le città americane hanno visto la nascita e lo sviluppo, nel seno nelle comunità protestanti, delle cosiddette Megachurch.

La megachiesa, agli occhi europei ed ancor di più italiani, rappresenta un disorientante ibrido tra un Wall Mart ed un luogo di culto. La denominazione si applica per tutti quegli immensi templi che la domenica riescono ad attrarre più di 2000 fedeli. Le megachiese sono legate in buona parte alle evoluzioni sociologiche – la nascita del centro commerciale, l’avvento della predicazione evangelica televisiva – e demografiche.

La generazione dei cosiddetti baby boomer è quella che affolla queste imponenti cattedrali moderne. Qualcuno sostiene che questo fenomeno dalla dismisura tipicamente americana potrebbe presto essere vittima di una nuova crisi immobiliare. Le vicende della Crystal Cathedral e di un pugno di altri edifici hanno ultimamente suscitato qualche dubbio sullo stato di salute delle megachiese.

La Crystal Cathedral è stata costruita, con una capienza di quasi 3000 persone, nella California del sud dall’architetto Richard Neutra, per volere del pastore Robert Schuller, celeberrimo «televangelista» americano. Ma la «cattedrale», imponente al punto da essere vista da chilometri di distanza, si è rivelata essere un colosso dai piedi di argilla. Vittima della sua stessa dismisura, dopo aver fatto bancarotta per un debito di 55 milioni di dollari, la chiesa è oggi in vendita.

A quanto sembra, ironia del destino, sarà la Chiesa cattolica ad acquistarne i muri. Sebbene altre megachiese abbiano avuto o stiano avendo lo stesso percorso della Crystal Cathedral, molti ritengono che lo stato di salute dei giganteschi templi evangelisti non sia in pericolo.

I ricercatori hanno notato che se alcune megachiese spariscono, spesso a causa dell’addio di un pastore carismatico o di cambiamenti demografici nella popolazione, ve ne sono tuttavia altre che vengono fondate in altre zone degli Stati Uniti. La tendenza non si è dunque ancora esaurita, e l’America che ha iniziato il movimento ha anche cominciato ad esportarla in paesi lontani dell’Europa, dell’Asia e dell’America Latina.

 

Articolo ripreso da blitzquotidiano.it