L’Unione Europea mette sotto controllo le vendite allo scoperto

Giro di vite sulle vendite allo scoperto e sui credit default swaps (Cds), le assicurazioni sul rischio dei bond: la Ue ha trovato un accordo che pone limiti più stringenti e di fatto limita l’utilizzo di tali prodotti “a rischio”, che hanno contribuito ad aumentare la volatilità dei mercati e sono considerati gli strumenti privilegiati degli speculatori.

La crisi finanziaria ha rappresentato una importante lezione per le banche centrali. Lo ha sottolineato il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, indicando che l’obiettivo cardine di un’inflazione sotto controllo deve andare di pari passo con il supporto al sistema bancario.

«Le crisi finanziarie del 2008 e del 2009 e la conseguente profonda recessione economica – ha detto il banchiere centrale Usa durante un intervento a Boston – hanno rappresentato un evento storico non solo per le severe conseguenze economiche, per il profondo e duraturo impatto che avranno sulla società e la politica ma anche perchè gli effetti della crisi si sentiranno sul quadro intellettuale, compreso il modo in cui gli economisti analizzano i dati macroeconomici. In particolare, la crisi ha già influenzato la teoria e la pratica delle banche centrali e di certo continuerà a farlo».

La Fed è stata criticata per aver mantenuto i tassi d’interesse bassi per troppo tempo e anche all’interno del suo board c’è molto dissenso sulla decisioni di politica monetaria. Alcuni banchieri centrali ritengono che la Fed dovrebbe agire in modo ancora più aggressivo per sostenere l’economia e soprattutto l’occupazione mentre altri pensano che sia già stato fatto tutto il possibile. La prossima riunione del comitato monetario della Federal Reserve è in programma per il primo e il 2 novembre e le attese degli esperti sono di un mantenimento dello status quo sui tassi.

Testo ripreso da lagazzettadelsud.it

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