L’Europa tiene l’Italia al guinzaglio ma quanto potra’ durare?

Alla riunione dell’Eurogruppo l’agenda dei lavori prevedeva il salvataggio di Cipro ma la situazione italiana ha finito inevitabilmente per tenere banco. L’esito delle elezioni politiche con l’impossibilità di assicurare in tempi brevi un governo stabile e duraturo e la possibilità che il Movimento 5 Stelle riesca a dare forza e visibilità politica a quella ampia fascia della popolazione che non ne può più dell’euro e delle politiche di austerità, non fa dormire sonni tranquilli né alla Merkel né ad Hollande.

Le preoccupazioni per una bancarotta italiana a seguito della fuga degli investitori dai Btp decennali e il conseguente pericolo per la stessa sopravvivenza dell’euro sono ampiamente diffuse nei governi europei. Gli stessi politici che, come il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schauble, si erano mostrati ottimisti sulla soluzione della crisi attraverso la conferma di politiche di austerità, ora non nascondono il fastidio all’idea che anche in Italia, come in Grecia, Portogallo e Spagna, i cittadini scendano in piazza a contestare i governi, l’Unione europea e la Banca centrale che hanno imposto politiche socialmente devastanti e che hanno innescato una recessione senza precedenti.

I circa 18 miliardi di euro previsti per Cipro non sarebbero che bruscolini in confronto a quelli che servirebbero per l’Italia che da più parti, evidentemente interessate, viene indicata come prossima a chiedere l’intervento del fondo salva Stati.

Così, anche nell’austera Germania sta prendendo piede un partito che chiede il ritorno del marco e l’abbandono dei Paesi cicale dell’area Sud, i PIGS, al loro destino della bancarotta. L’ alternativa che viene prospettata è che l’euro diventi la moneta di pochi Paesi seri e non spendaccioni. Quelli del Nord Europa.

Questo clima tendente al massacro è un invito a nozze per la speculazione anglofona tanto che voci insistenti parlano dell’intenzione di Moody’s di declassare ancora una volta il rating dei nostri Btp decennali. Una misura che potrebbe provocare una vendita massiccia di titoli italiani, il declassamento del loro valore i mercato, il rialzo dei tassi di interesse, dei rendimenti e quindi dello spread con i Bund tedeschi.

Monti, in questa fase di stallo nella quale non è ancora chiaro quale sarà il suo ruolo futuro in un governo o meno, non può che assicurare i suoi interlocutori che l’Italia proseguirà nella politica economica all’insegna dell’austerità. Ma sia i grillini che lo stesso PD, pseudo vincitore delle elezioni, vogliono invece una politica più sociale e rivolta alla crescita e che male si concilia con i sacrifici finora fatti.

 
Fonte: http://www.rinascita.eu