L’ammontare del credito bancario dipende dalle dimensioni dell’azienda

Nel post di oggi nessuna vena critica, ma pure constatazioni per tutti gli imprenditori che non hanno mai il tempo di consultare le statistiche che vengono rilasciate periodicamente. Si parla di tassi d’interesse applicati dalle banche ai finanziamenti e si vuole fare due tipi di confronto prendendo in esame un periodo di 19 mesi, da gennaio 2012 a luglio 2013.

Il confronto è relativo ai prezzi applicati dal sistema bancario sulle nuove operazioni a seconda della dimensione dell’impresa. Ricavate dalle statistiche messe a disposizione dalla Banca d’Italia due serie storiche che mettono a confronto i tassi medi complessivamente applicati alle ‘famiglie produttrici’, definizione che di norma comprende le micro-società di persone, e i tassi medi applicati su operazioni superiori a euro 1.000.000, quindi indicativamente a imprese medio-grandi.

Il grafico visualizza invece l’andamento dei tassi per le piccole e medie imprese (finanziamenti fino a euro 1.000.000) separando le scadenze dei finanziamenti tra breve, medio (1-5 anni) e lungo (oltre i 5 anni).
Bankitalia_tassi
La differenza tra i due tassi medi è attorno ai 3 punti percentuali (per la precisione 2,80% nell’arco di tempo considerato). Le imprese medio grandi hanno pagato in media il 3% contro il 5,80% (quasi il doppio) delle micro. E’ il prezzo per un rischio più elevato, causato da strutture finanziarie più fragili e probabilmente anche da risultati economici che penalizzano (mediamente) la piccola impresa. Il movimento delle due curve è però stato parallelo, con un calo di circa 0,40% su entrambe le categorie. Le banche penalizzano le piccole imprese a causa del loroi rischio ma negli ultimi 18 mesi non hanno favorito sul fronte costi le imprese medio-grandi.

Le curve mostrano un calo dei tassi più pronunciato per i finanziamenti a medio-lungo che sono scesi dai valori di 6,42% (fino a 5 anni) e 6,06% (oltre 5 anni) rispettivamente a 5,51% e 5,63% a luglio 2013.  Tenuto conto del basso impatto del tasso di riferimento euribor sulle scadenze brevi lo spread applicato alle PMI rimane sostanzialmente elevato e superiore al 4%. Indebitarsi a medio-lungo è costato mediamente 1,5% in più.

In generale si può vedere come ci sia stato un movimento delle curve dei tassi di lieve riduzione, ma sostanzialmente inferiore al calo del rischio Italia registrato dallo spread BTP in questo periodo. Le banche hanno imparato a prezzare il rischio con maggiore precisione e hanno sfruttato il movimento all’insù delle curve dei tassi nel 2011 per riprezzare verso l’alto i finanziamenti alle imprese, in un contesto di maggiore rischio complessivo testimoniato dalla crescita del credito deteriorato.

Testo di F. Bolognini – ripreso da: Linkerblog.biz

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