Italia un paese bloccato

italia-un-paese-bloccatoLontano dai TG, dalle prime pagine dei giornali tra la gente comune e i piccoli imprenditori si sta diffondendo un senso di impotenza e rassegnazione.

La ripartenza dei consumi, degli investimenti, dell’economia prospettata da oltre un anno da ministri e viceministri, da economisti e politologi non si sta avverando, anzi si comincia a temere una ricaduta nelle cifre negative. Il paese è fermo, crescono solo le statistiche che spiegano come questa o quella variabile sia ritornata ai livelli del 1970-80. La gente non ci crede di più, qualcuno guarda ai numeri in crescita della vicina Spagna e si pone interrogativi.

NIENTE RIFORME, se si esclude un primo strillo del governo Monti sulla riforma delle pensioni si fatica a ricordare una sola riforma importante promessa e portata a termine dai governi di emergenza;

CAOS POLITICO. Il calo dei partiti minori, la crisi del PDL, i regolamenti di conti dentro il PD, le cadute di tono del M5s rispetto alle promesse, il fallimento clamoroso dei nuovi partiti, (Scelta Civica, Fare per Fermare il Declino…ora scomparsi) lasciano ai cittadini la sensazione che la politica non abbia una sua cifra rispettabile in Italia e non sappia nemmeno innovarsi;

SCANDALI E CORRUZIONE sembrano non avere fine. EXPO, MOSE, consiglieri regionali, truffe su IVA da parte di imprese private. La sensazione che trasmettono è di essere parte di una malattia nazionale che non si potrà mai estirpare. Gli esponenti di punta della società civile e di quella politica vanno a braccetto nel fregare i diritti e i denari del popolo.

PROMESSE SUI DEBITI DELLA PA DISATTESE: il governo Renzi si aggiunge alla lista di chi ha promesso di liquidare gli arretrati della Pubblica Amministrazione e non è riuscito a scalfire il sistematico sabotaggio operato dalla burocrazia della macchina pubblica per ritardare i bonifici che spettano ai fornitori per decine e decine di miliardi. Tre anni di promesse per avere solo 25 miliardi, siamo ancora a parlare di crediti che devono essere certificati e ri-certificati con uno Stato che nemmeno sa (o vuole) contare quanti sono.

VESSAZIONE FISCALE INARRESTABILE. Le tasse per le imprese non sono scese, punto. In molti casi sono pure salite. Non c’è molto altro da aggiungere, sappiamo di essere uno dei paesi con la più alta percentuale di prelievo sulle attività imprenditoriali, sappiamo che non va bene ma la voracità del Fisco non può fare a meno di nutrirsi dei prelievi sulle imprese.

COMMERCIO MALATO. La parte privata non va certo meglio, il 60% delle imprese continua a pagare con ritardi ingiustificabili e lontani dagli standard europei. I fallimenti e i concordati sono in costante aumento e distruggono valanghe di crediti. E’ diventato ‘normale’ per ogni impresa avere perdite su crediti per procedure fallimentari. Gli imprenditori buoni si lamentano di quelli furbi e tra di loro nessuno si è messo in mezzo a fare pulizia morale.

ECONOMIA IN GINOCCHIO. Le continue revisioni al ribasso del PIL, che nel 2015 potrebbe anche ritornare a quota zero creano rabbia e ironia. Gli economisti sbagliano regolarmente, la gente ha un polso della situazione più reale e non sente la vibrazione di alcuna ripresa. Anche le speranze di un rilancio dell’industria manifatturiera, del traino operato dalle vendite all’export si stanno infrangendo su dati incerti, altalenanti, da tutti definiti deboli.

 

Testo parzialmente ripreso da linkerblog.biz – autore: Bolognini F.

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