Investire sul lungo termine porta spesso a ottimi risultati sull’investimento azionario

Il tempo ha dimostrato come i mercati azionari, pur nella loro vulnerabilità, rispondano a un andamento storicamente ciclico. Charles Dow, il fondatore del Wall Street Journal e attento studioso delle dinamiche dei mercati finanziari, identificò nel corso dei suoi studi tre tendenze cicliche dei mercati azionari:

  • quelle primarie, caratterizzate da rialzi e ribassi di durata compresa tra i 4 e i 6 anni;
  • quelle secondarie, definite “correzioni” di scarsa entità e durata variabile tra le poche settimane e qualche mese;
  • quelle secolari, di notevole impatto e durata mediamente compresa tra i 6 e i 20 anni.

Tuttavia nonostante l’evidenza di tali tendenze cicliche, fare stime di lungo termine o affidarsi a interpretazioni superficiali può essere rischioso, soprattutto per gli investitori meno esperti.

Capita spesso ad esempio di cadere nella trappola per cui, certi di aver compreso a fondo il mercato e le sue dinamiche, si fanno scelte dettate dall’impulso, spesso deleterie. Il market timing è un esercizio rischioso: nessuno può sapere davvero quando è il momento di entrare e quando di uscire dai mercati, quindi dall’investimento.

Ma per gli investitori la tentazione è forte e spesso, come dimostrato dalla ricerca di Dalbar, sono portati a investire in un fondo quando sta performando bene e a chiudere la posizione non appena la performance non soddisfa le aspettative.   La regola per cui il long term è il migliore alleato degli investitori viene del tutto trascurata, così come probabilmente si ignora il fatto che tale comportamento può costare fino a un terzo del rendimento che si sarebbe potuto ottenere.

Quanto potrebbe impattare stare fuori dal mercato nel momento sbagliato?

Per capirci meglio vediamo alcuni esempi, piuttosto eloquenti, a dimostrazione di quanto sarebbe potuto costare a un investitore perdere qualche giorno chiave durante un’impennata dei prezzi.

Secondo l’analisi di JP Morgan riportata sulla tabella qui accanto, un investimento di 10.000$ di durata pari a 20 anni (dal 31 dicembre 1993 al 31 dicembre 2013), avrebbe raggiunto nel tempo un valore pari a 58.332$ (con un return del 9,22%).

Rimanere fuori dal mercato nei 10 giorni migliori avrebbe dimezzato i rendimenti portando il valore totale del portafoglio a 29,111$; starne fuori nei migliori 40 giorni avrebbe comportato una perdita sul guadagno annuale pari a 854$.

In sostanza, mantenere le posizioni a lungo temine rimane la strategia migliore, data la complessità dei mercati e la difficoltà nelle previsioni degli andamenti. Come dire che la ricetta più semplice e genuina risulta sempre quella vincente, mentre le soluzioni tattiche, che spesso promettono miracoli e offuscano la vista degli investitori, possono compromettere seriamente l’investimento.

Fonte: moneyfarm.com – autore: F_Mascia

Per saperne di piu', potete inviarci una email a contatto@consulenza-finanziaria.it oppure mandarci un messaggio tramite Facebook 

FB Messenger