Investire in Toscana una opportunita’ per le imprese innovative

toscana_investimenti_italiaGli ultimi due casi, la “presa” degli aeroporti toscani da parte di Corporation America e l’apertura del secondo store Ikea, sono l’emblema di come in Toscana sia girato il vento degli investimenti esteri.

Da regione bacchettata due anni fa da Josè Manuel Barroso per gli ostacoli posti a chi porta capitali, a primatista in attrazione. Con alcune decine di multinazionali e imprese che negli ultimi 24 mesi si sono insediate qui, oltre mille posti di lavoro creati, e ora i riconoscimenti che Fdi, magazine del Financial Times, assegna alla Regione e che saranno consegnati domani al salone Mipim di Cannes: tra i territori del Sud Europa, la Toscana è seconda solo alla Lombardia – ma davanti ad una corazzata come la Catalogna – per attrattività generale degli investimenti in una classifica biennale elaborata da Fdi che misura l’appeal globale (quindi anche ambientale e infrastrutturale) di 468 location (regioni ma anche città).

E nella classifica per strategia di attrazione, che valutale azioni dei governi territoriali per catturare capitali, è prima tra le location europee del sud, quinta tra quelle di media grandezza (indipendentemente dall’area geografica) e nona nella classifica generale che valuta 180 siti. Si diceva degli ultimi due casi esemplari. Corporation America, multinazionale argentina che gestisce 51 concessioni di terminal aeroportuali, ha appena chiuso l’acquisto del 27,3% della società di gestione dell’aeroporto di Pisa (Sat) e del33,4%D di quella di Firenze (Adfl, ha annunciato l’Opa totalitaria su entrambe le quotate e promesso l’integrazione dei due scali.

«La Toscana ha grandi potenzialità, non solo turistiche, e investire in Italia è adesso diventato interessante» ha motivato l’operazione l’82enne Eduardo Eurnekian, patron di America Corporation. Poche ore dopo, giovedì scorso, Lars Petersson, ad di Ikea Italia, inaugurava a Pisa il secondo store della compagnia in Toscana (l’altro è a Firenze), realizzato in 24 mesi dall’individuazione della locati on con procedure amministrative accelerate per rimediare alla figuraccia fatta mesi prima con gli svedesi: dopo sei lunghissimi anni di lentezze burocratiche, che avevano fiaccato l’intenzione di aprire uno store Ikea a Vecchiano (sempre in provincia di Pisa), la multinazionale due anni fa aveva infatti deciso di mollare tutto e di lasciare la Toscana, suscitando anche la durissima reprimenda contro la regione inospitale del presidente della Commissione Europea Barroso. Una pizzicata insopportabile per l’orgoglio toscano. Che ha stimolato il rovesciamento delle sorti del territorio trasformandolo in un polo seduttore di capitali, anche grazie alla creazione in Regione del settore politiche per l’attrazione dei capitali voluto dal presidente Enrico Rossi.

La Regione ha censito negli ultimi due anni 29 investimenti di medio-piccole dimensioni, tutti tranne uno sotto i90 milioni di euro, per 807,14 milioni di euro impiegati complessivamente, 1.031 posti di lavoro creati e 1.592 mantenuti. Dati largamente sottostimati. Sfuggono infatti al censimento investimenti importanti che in questi due anni sono “entrati in produzione”: come il rigassificatore Olt di Livorno di E.On e Iren costato 850 milioni e attivo da dicembre, le linee produttive di Firenze della farmaceutica Eli Lilly (330 milioni stanziati negli anni passati), il nuovo polo di Ge ad Avenza (Carrara) destinato alla costruzione di grandi moduli (12 milioni appena annunciati, più 8 già spesi, oltre i 30 tra Firenze e Massa destinati ad un progetto per lo sviluppo di nuove turbine), le azioni di Continental a Pisa. E al conto generale mancano anche le ultime operazioni: America Corporation ha già speso 75 milioni per i due scali toscani, ma si prevede che l’esborso finale sarà di almeno 130 milioni, mentre è consolidato che ad Ikea il nuovo store di Pisa è costato 62 milioni (250 i posti di lavoro creati).

Dai dati della Regione emerge, invece, un interessante filone di investimenti giapponesi: Ihi Corporation ha realizzato una joint venture con Ihmer e ha delocalizzato la fabbricazione di macchinari per la movimentazione destinati al mercato europeo dal Giappone a San Gimignano (22 nuovi assunti in aggiunta ai 67 addetti già in organico); Yanmar ha scelto Firenze da una short list di 12 location europee per impiantarvi un centro di ricerca e sviluppo nel quale lavorano 10 persone; Tokay Rubber ha inglobato lo stabilimento grossetano di Dytech stanziando 62,5 milioni (ci lavorano 140 persone); nel tessile Takisada Osakasi è presa l’attività di System Italia a Prato, Hankyu e Kuipo hanno fatto un investimento ciascuno a Firenze, e Otzuka ha acquistato a Peccioli (Pisa) uno spin-off dell’Istituto Sant’Anna che opera nel settore del medical devices.

Singolare, a proposito, l’origine dello sbarco a Livorno della tedesca Dialog Semiconductor, che ha impiegato 18,5 milioni per aprire un presidio di 47 cervelli. «Impressionati dalla bravura di un loro giovane ricercatore laureato a Pisa e impiegato in Germania – raccontano in Regione Toscana- i vertici di Dialog sono voluti venire a scoprire l’humus dove il cervello si è formato, e noi li abbiamo convinti ad insediarsi qui battendo la concorrenza del Politecnico di Milano».

Il settore ad hoc in Regione, attivo dal 2011, ha ricevuto 71 richieste di assistenza e seguito 20 pratiche, ha un sito Internet, investintuscany.com, e guide alle pratiche e ai costi che un’impresa deve affrontare se vuole aprire in Toscana. E ora sta aspettando i fondi per gestire i “contratti di insediamento” già deliberati dall’amministrazione regionale. «Creiamo tavoli di “facilitazione” con tutti gli enti che devono dare autorizzazioni all’impresa » dicono dall’ufficio. E l’ultimo affollatissimo tavolo, su una richiesta di ampliamento della farmaceutica Kedrion, è riuscito nel miracolo di capovolgere i ruoli, spingendo il pubblico a sollecitare il privato. «Ci è capitato che siano stati i vigili del fuoco, all’inizio dell’anno, a chiamarci per ricordarci che Kedrion non aveva presentato una domanda a cui i pompieri si erano impegnati a dare risposta entro Natale».

 

Articoli ripreso dal sito ilsignorrossi.it – Da: Affari e Finanza. 10 marzo 2014. Di Maurizio Bologni

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