L’incredibile storia di Hal Finney il primo utente che ha usato il Bitcoin

incredibile-storia-di-hal-finney-primo-utente-bitcoinHal Finney è stato una di quelle persone di cui non conosciamo il nome ma il cui lavoro è adoperato da molte persone.
Sviluppatore, crittografo, è stato uno dei primi dipendenti della PGP Corporation ma anche il primo acquirente di Bitcoin: la prima transazione in assoluto è stata tra lui e Satoshi Nakamoto, l’inventore della valuta elettronica.

Finney è morto nel 2014 fa a 58 anni, consumato dalla SLA che gli era stata diagnosticata nel 2009. Anche in questi ultimi anni, sebbene le sue condizioni non potessero che peggiorare, ha continuato a lavorare e a contribuire alla comunità Bitcoin; il suo atteggiamento positivo verso ogni innovazione lo ha spinto a essere il primo a credere nella criptovaluta, e la malattia non l’ha spento.

Subito dopo la morte, il suo corpo è stato prelevato e trasportato nella sede della Alcor Life Extension Foundation, per essere congelato: già da 20 anni, infatti, aveva deciso di offrirsi per la criopreservazione umana. Sangue e fluidi sono stati rimossi e sostituiti da una serie di composti chimici atti a evitare la formazione di cristalli di ghiaccio, che distruggerebbero le membrane cellulari, durante la fase di congelamento.

Quindi, il corpo è stato portato lentamente alla temperatura di -196 gradi centigradi, per poi essere conservato in un serbatoio di alluminio riempito di idrogeno liquido. «È lì che rimarrà finché non avremo la tecnologia per risolvere i suoi problemi, come la SLA e il processo di invecchiamento» spiega Max More, direttore della Alcor e amico di Finney.

Sebbene non tutti siano d’accordo sulla possibilità che un giorno tutto ciò sia possibile, More – e anche Finney – è estremamente ottimista: «A quel punto potremo portare indietro Hal, di nuovo felice e integro».

Un giorno, Finney sarà raggiunto nel particolare “obitorio” della Alcor dalla moglie Fran, che ha ricordato: «È sempre stato ottimista circa il futuro. Ogni nuovo progresso, ogni nuova tecnologia lui l’abbracciava».

Il processo di criopreservazione «non mi potrà far dimenticare il fatto che lui adesso non c’è» ha dichiarato ancora Fran. «Ma è rassicurante sapere che potrebbe tornare. Non mi ha mai detto “Tornerò” ma “Spero di tornare”. Ad Hal piaceva il presente, ma guardava verso il futuro. Voleva esserci. E questo è il suo modo di arrivarci».

 

Articolo ripreso da zeusnews.it

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