Il problema del credito bancario tocca tutte le aziende nessuna esclusa

credito-bancarioDopo 4 o 5 anni di crescita impetuosa (tra 10 e 20% annuo) del credito deteriorato (incagli e sofferenze su prestiti alle imprese) apparso nei bilanci di tutte le banche commerciali italiane è lecito chiedersi se davvero tutta la colpa debba essere attribuita alla crisi e agli imprenditori che non hanno gestito bene le proprie imprese, oppure -come questo blog ha sempre sostenuto- se vi siano stati falle e difetti nel modo con cui il sistema bancario ha amministrato e gestito il processo del credito dal 2008 in poi.

Non tanto perché la ricerca dei responsabili possa alleviare il problema e le ricadute negative su banche (bilanci devastati dalle rettifiche) o sulle imprese (fallimenti, liquidazioni, concordati ecc…), ma piuttosto per indicare possibili strade per il cambiamento.

Non è un argomento che alle banche piace trattare pubblicamente. Ne discutono sicuramente nel chiuso delle sale riunioni con i loro manager del credito e normalmente con note società di consulenza, le quali elaborano e rielaborano progetti di modifica dei processi apparentemente validissimi sulla carta, ma poi poco efficaci alla prova su strada.

Si potrebbe invece ammettere pubblicamente che l’innovazione tecnologica con i filtri inseriti nel processo di rating delle imprese  -un automatismo imposto dal sistema di vigilanza Basilea2- o le tante modifiche organizzative sulle autonomie di delibera creditizia nella rete non hanno prodotto buoni risultati, se il credito deteriorato è salito di oltre 100 miliardi di euro, se il flusso di possibili nuove sofferenze non viene intercettato e fermato per tempo dalle banche.

Sono i dati a confermare che quasi nessuna banca ha ottenuto risultati significativi su questo fronte anche se la parola ‘quasi’ lascia uno spiraglio di speranza. Sono i casi di crisi e ristrutturazioni che mostrano quasi sempre i segni di un filtro segnaletico poco efficace nel segnalare il rischio, oppure nell’intervenire su rischi segnalati.

Ci sono molte osservazioni sul campo che spingono chi vi scrive a pensare che una quota importante di giudizi sull’effettivo rischio delle imprese sia stato carente alla base e persino durante la manifestazione dei segnali di crisi. Il processo del credito è uno dei più rigidi e immutabili in banca eppure deve sottoporsi a una profonda autocritica, se vuole ritrovare l’efficacia persa nel tempo e adattarsi al nuovo contesto economico. Come dice il titolo non ci sono santuari o vacche sacre.

Testo parzialmente ripreso da Linkerblog.biz – Autore: F. Bolognini

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