Il Parlamento Italiano non vuole l’albo dei Consulenti Finanziari Indipendenti

Lo stop del parlamento alla “Casa della Consulenza Finanziaria”, avvenuto prima delle ferie estive, è l’ennesimo piccolo grande malessere della politica italiana che oramai non riesce a legiferare su materie sensibili.

È saltato infatti l’emendamento al dl competitività che avrebbe dovuto introdurre l’Organismo unico ed è ricomparsa la proroga per continuare l’attività di consulenza in materia di investimento a quei soggetti che dopo il 31 ottobre 2007 erano stati transitoriamente legittimati a svolgere le loro attività.

L’albo unico che avrebbe creato l’unica “Casa della Consulenza” salta dopo essere arrivato con un testo articolato e completo in un consiglio dei ministri ed essersi subito dopo arenato al dipartimento legislativo di Palazzo Chigi.

Il testo, frutto del lavoro paziente di Assoreti e Anasf, condiviso anche dall’attuale Albo dei promotori finanziari e dalla Consob, con la benedizione del ministero dell’Economia e delle Finanze, sanciva poi ufficialmente, oltre al passaggio al nuovo Organismo della sola microvigilanza, la trasformazione anche semantica del nome di “promotori finanziari” in consulenti.

Qualcosa e qualcuno, però, s’è messo di traverso. “Prendo atto di quanto accaduto con rammarico. Di certo, però, le associazioni sono tutte sulla stessa lunghezza d’onda”. Il commento sull’accaduto espresso da Maurizio Bufi, presidente dell’Anasf, è stato molto “british”.

E tuttavia, davanti al palese non interesse da parte di alcuni membri del parlamento a porre mano ad una razionalizzazione del mondo della consulenza forse sarebbero state opportune parole più decise.

Così come, forse, la peraltro giusta polemica sulla funzione stessa della Fondazione Enasarco lanciata da Anasf assieme a Federagenti e Fiaip, poteva scegliere una tempistica migliore di quella avvenuta invece nel bel mezzo dell’iter dell’Organismo unico. Se si chiede di commissariare qualcuno, se questo qualcuno ha amici potenti nei palazzi della politica ci si possono aspettare situazioni e interessi trasversali.

P.S. L’autunno si aprira’ come al solito con forti tensioni geopolitiche che si riflettono, inevitabilmente, sui mercati finanziari. L’azione delle banche centrali e scelte di politica economica dell’eurozona sono destinate ad assumer un ruolo sempre più importante proprio perché i rischi di ribasso dei corsi azionari si sono fatti più alti.

In tale scenario il risparmiatore accorto deve più che mai cercare i consigli di un esperto, affidandosi alle sue competenze. Più che mai, oggi, c’è bisogno di veri consulenti e non di promotori finanziari. Anche per questo il cambio di nome della professione è necessario.

 

Articolo ripreso dal sito bluerating.it

 

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