Il mercato immobiliare italiano ha ancora molto da scendere

Il mattone italiano non ha ancora esaurito il suo potenziale recessivo, in una crisi che non ha fine ed è accentuata anche dall’empasse politica.

Lo decreta Nomisma che presenta oggi il primo rapporto 2013 sul mercato immobiliare. Prezzi ancora in calo nelle 13 città intermedie monitorate, almeno un milione di famiglie pronte ad investire nella casa ma frenate dal reddito e dalla mancanza di credito.

Debora Rosciani ha intervistato il curatore del rapporto Luca Dondi: “c’è un tema di instabilità generale, e la politica si inserisce in un quadro deteriorato, aggravandolo, quindi la situazione politica concorre a determinare la prospettiva negativa del settore”, ha affermato Dondi.

“Il settore corporate fatturava nove miliardi fino a 4 – 5 anni fa, quindi è evidente il salto dimensionale da allora ad oggi. Il residenziale ha un fatturato nell’ordine di 70 miliardi di euro, una cifra nettamente inferiore a quella che è stata toccata in passato,quando raggiungevamo anche i 120 miliardi di euro”.

Che divario c’è tra domanda e offerta di immobili nel nostro paese? “Dal punto di vista dei prezzi la differenza è notevole ed è legata anche alle condizioni di accesso al credito, che sono ancora penalizzanti. La disponibilità a pagare delle famiglie è contenuta rispetto alle aspettative di guadagno da parte dell’offerta”. Le quotazioni delle 13 città monitorate dal rapporto Nomisma in che direzione stanno viaggiando?

“In una direzione negativa: incomincia a venire meno la rigidità, ci sono cali che cominciano ad essere consistenti: stiamo parlando di oltre il 4% annuo; sono i segnali di cedimento sui prezzi che ci si aspettava qualche anno fa e che adesso stanno arrivando. Si tratta del calo di gran lunga più intenso dall’inizio della crisi ad oggi: è la rigidità iniziale che adesso viene meno, proprio perché il mercato non è più nelle condizioni di resistere su livelli di attività così contenuta”.

E’ vero che nonostante il quadro recessivo l’erosione del reddito delle famiglie e il credito bancario che manca, l’interesse per l’acquisto immobiliare è ancora molto elevato? “Sì, c’è un fabbisogno compresso notevole, ci sono famiglie che si dicono disposte ad entrare sul mercato, sono circa un milione, ovviamente hanno bisogno di condizioni d’accesso diverse dalle attuali. Quindi prezzi più bassi e un credito molto più accessibile di quanto non lo sia oggi”.

Come si concluderà quest’anno? “Il 2013 sarà un anno ancora negativo, ci sarà un lieve recupero nella seconda parte dell’anno, che però non consentirà di compensare l’andamento negativo del primo semestre, quindi un ulteriore calo sia in termini di compravendite che di prezzi, anche se stiamo parlando di cali leggermente più contenuti rispetto a quelli registrati lo scorso anno. Il 2014 sarà un anno all’insegna della lieve ripresa delle compravendite e invece ancora della debolezza sul fronte dei prezzi”.

Cosa chiede il mattone alla politica?
“Stabilità, quadro chiaro, anche dal punto fiscale, un interventismo meno estemporaneo e un approccio rispetto al tema del credito diverso rispetto a quello che non c’è stato fino ad oggi. C’è bisogno di un tavolo immediato di negoziazione con le banche, di supporto al settore, che altirmenti rischia davvero di soffrire”.

 

Articolo ripreso dal sito di Radio 24, Autori citati.

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